Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)
Data:
23 Novembre 2018
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DI SALVATORE ROTONDO
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Le informazioni riportate sul FSE sono prevalentemente di natura clinica, ma in esso troveranno spazio anche informazioni relative alla sfera amministrativa e di ricerca scientifica con fini epidemiologici o statistici. Secondo il Garante della privacy il paziente si deve liberamente esprimere su quali dati devono essere inseriti per alimentare il fascicolo. Egli ha la possibilità di “oscurare” alcune informazioni (sieropositività, interruzione volontaria di gravidanza, violenza sessuale, pedofilia, uso di alcol o sostanze stupefacenti, parto in anonimato, attività dei consultori) piuttosto che altre con una modalità che non consenta, a chi consulta il FSE, di rendersi conto che alcune informazioni sono state “oscurate” (oscuramento dell’oscuramento). Tutti i consensi all’accesso sono revocabili in qualunque momento.
Secondo le Linee Guida del Ministero della Salute il medico di Medicina Generale ha la responsabilità di creare, mantenere e aggiornare il FSE. Ma dalla teoria è spesso lontana dalla realtà, soprattutto in tempi di terzo pagante e di deregulation delle verifiche delle qualità di spesa. Troppo spesso infatti si vedono sistemi informatici costruiti attraverso multipli software integrati tra loro con una scarsa per non dire pessima capacità di scambio di informazioni che talora sono riconosciute e trattate con semantiche di gestione improprie (per esempio ICD9CM talora utilizzato con punto di separazione talaltra no), con incremento degli errori, delle confusioni e scarsa qualità delle informazioni gestite. E’ necessario infatti che vi sia piena disponibilità di sistemi hardware e software perfettamente compatibili nel contesto assistenziale di cura orientati verso il paziente e l’utente e no verso chi ne ha sostenuto il costo. Solo così sarà possibile ottenere un’affidabilità e una completezza nella rappresentazione della dimensione virtuale dei dati appartenenti al singolo paziente, senza creare ridondanze e loop tra applicativi capaci di produrre solo ritardi nell’accesso ai dati o peggio il crash del sistema con dispendio di prezioso tempo senza aggiungere ulteriore valore clinico.
Tutto quanto sopra detto si concretizza nel concetto che se l’e-Healt dimenticherà Ippocrate la medicina corre seri rischi. La Trust-Medicine (medicina fiduciaria) esistente fin dai mitici tempi ippocratici rappresenta un percorso complesso tra due saperi asimmetrici che si incontrano nell’alleanza terapeutica medico/paziente per combattere insieme contro un unico nemico: la malattia.
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È indispensabile che i medici e i pazienti affrontino da alleati i diktat dell’asse delle urgenze manageriali di stampo verticistico per una sanità più consapevole e trasparente quale opportunità di scelte consapevoli e partecipate.
L’E-Healt o sanità elettronica, a causa di forti pressioni sociali ed economiche, corre il rischio di diventare una moda o uno slogan, perdendo di vista i reali bisogni del cittadino primario obiettivo per la quale è stata creata. Nonostante l’arte medica utilizzi strumenti quale ausilio della semeiotica classica fino ad oggi non si è mai corso il rischio di avere una “sanità sfigmomanometrica” nella quale lo strumento viene messo al centro dell’attenzione del processo medico. Il paziente dovrà sempre e in ogni circostanza rappresentare il fulcro di questo processo e con esso le informazioni relative per evitare l’attuarsi di una moda senza nesso con i bisogni.
Immagine a corredo: Fonte Agenzia per l’Italia Digitale https://www.fascicolosanitario.gov.it/ situazione al 13 novembre 2018.
Ultimo aggiornamento
23 Novembre 2018, 17:58
Commenti
[…] Qualche mese orsono avevamo parlato sulla nostra testata del Fascicolo Sanitario Elettronico (Fascicolo Sanitario Elettronico). […]
Messina Medica 2.0