Laokoonte: la società dell’aiutino

Il ritorno di Laokoonte

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Un angolo graffiante, provocatorio ed estremizzato non per creare polemica o giudicare, ma che susciti un dibattito aperto

 

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LA SOCIETA’ DELL’AIUTINO

 

Capitolo 1/3

Alla fine del secondo millennio la politica, entrata a pieno titolo nella gestione della salute pubblica, dopo che aveva garantito tutto a tutti per decenni e determinato debiti enormi nei conti dello stato-finanziatore che pagava le prestazioni sanitarie a piè di lista, si svegliò da questo torpore, accorgendosi quasi all’improvviso che i costi erano diventati insostenibili.

Ho visto alcuni medici, pagati a notula, e cioè in funzione del numero di prescrizioni, girare per gli uffici della città con un ricettario chiedendo “Avete bisogno di farmaci?”. E altri che concedevano prescrizioni di prodotti da banco come la citrosodina per aromatizzare l’acqua da tavola.

Anni dopo, però, l’Unione Europea fece percepire l’enorme debito che si era andato accumulando e che gravava negativamente sul bilancio dello stato, costringendolo a prendere provvedimenti al grido: “È l’Europa che ce lo chiede!”

Fu così che la politica decise che, per ripianare i bilanci e per far rinsavire i medici spendaccioni, la sanità doveva essere governata da politici o da suoi delegati che decidevano ragionieristicamente come fare quadrare i bilanci. Stabilivano come effettuare le spese, come acquistare i materiali, come assumere gli operatori sanitari, e soprattutto assegnavano una scala valoriale alle modalità di spesa. Capitava frequentemente che si ritardassero gli acquisti per operare dei tagli, che si acquistasse al prezzo più basso senza considerare la qualità del prodotto per ottenere un risparmio immediato, oppure che si eseguissero gli acquisti a macchia di leopardo, non tenendo conto delle reali necessità in corso d’intervento e determinando delle carenze intraoperatorie che necessitavano della ben nota italica capacità di arrangiarsi. Non ci si curava del fatto che tutto ciò determinava diseconomie perché gli strumenti che non funzionavano, oppure i guanti chirurgici che appena indossati si rompevano, si compravano due volte, magari dagli amici degli amici con quello che veniva definito “un aiutino”. I delegati della politica indirizzavano verso spese che alla fine riuscivano ad avvantaggiarli, garantendo loro il consenso necessario alla rielezione – ed ecco l’aiutino di ritorno. Si entrava così nel gioco dell’acquisto del superfluo, non risolvendo la carenza del necessario.

Ai livelli superiori, sempre al fine di garantirsi la rielezione, si osservavano degli aiutini a pioggia verso alcune categorie di popolazione che verosimilmente avrebbero potuto dimostrarsi vicine nella cabina elettorale (aiutino di ritorno). Si penalizzavano così frange di popolazione che i sondaggi marchiavano come “non allineati”. Ad esempio, dopo avere consentito alle industrie farmaceutiche la possibilità di registrare con diversi nomi commerciali dello stesso principio attivo (aiutino), ipocritamente si meravigliavano se poi questo non faceva altro che incentivare il comparaggio tra case farmaceutiche e medici prescrittori (ancora aiutini). Nel momento in cui si decideva di attivare sistemi elettronici per la registrazione di ticket, con costi farmaceutici che producevano incremento di lavoro e spese a carico dei farmacisti, si cercava di correre ai ripari per tamponare la protesta di questi ultimi e in qualche maniera operare una compensazione (ancora aiutini). E quindi si decise di incaricare della scelta della vendita del prodotto ai farmacisti e non più ai medici. Questi ultimi erano obbligati a prescrivere il nome del principio attivo, e non più il nome commerciale del farmaco. Il farmacista avrebbe avuto con questo aiutino l’opportunità di dispensare un farmaco generico disponibile in farmacia o meglio remunerato al posto di un altro prescritto.

Ecco come queste scelte politiche generavano vantaggi personali, garantendo a uno piuttosto che a un altro guadagni inappropriati, e quindi giri di favori e regalie. Questa società era stata denominata “la società dell’aiutino”. Gli uomini di allora crescevano sin da bambini con l’aspettativa di essere aiutati nel corso della loro vita, adattandosi ad un sistema sbagliato capace di danneggiare in modo irreparabile la società civile.

 

Segue.

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