Prima o poi dovremo fare i conti con i Blockchain anche in sanità

“Penso che ancora non siate pronti per questa musica… ma, ai vostri figli piacerà!” era così che Marty McFLy in Ritorno al futuro diceva ai giovani del 1955 dopo avere suonato un indiavolato Johnny B. Good di Chuck Berry (1958). In effetti il paradosso temporale metteva l’accento sul fatto reale che spesso non siamo pronti a capire o ad apprezzare le novità tecnologiche soprattutto quando queste sembrano ai nostri occhi troppo avveniristiche.

Con l’approvazione del DL semplificazioni (art. 8) è stata sancita la certezza giuridica delle tecnologie basate su registri distribuiti” (DLT) ossia blockchain. E’ stata così stabilita un’equipollenza secondo il diritto tra i dati creati, archiviati e trasmessi mediante tecnologie di registri distribuiti (blockchain appunto) e informazioni digitali validate con altre tecnologie (firma elettronica digitale, qualificata o avanzata).

La possibilità di spostare informazioni digitali attraverso sistemi di interscambio sicuri in termini di riservatezza e affidabilità sembra essersi avverata. Basti pensare alla gestione delle informazioni riservate relative alle prenotazioni dei Centri Unici di Prenotazione (CUP), del trasferimento dei referti in forma digitale o ancora dei dati digitali contenuti all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Attraverso l’utilizzo della tecnologia blockchain, inizialmente studiata per le transazioni della moneta digitale (una per tutte il Bitcoin), si è applicato al mondo sanitario un sistema di interscambio di informazioni digitali archiviate in maniera diffusa all’interno della rete con modalità sufficientemente sicura tale da consentire la registrazione, la convalida di ricezione e della provenienza, l’aggiornamento e la consultazione sia in chiaro che con modalità crittografate in funzione dell’accreditamento digitale con il quale ci si è collegati al sistema.

Sembra infatti che questa tecnologia innovativa possa garantire un’architettura più sicura per lo scambio e la condivisione delle informazioni nel contesto del sistema sanitario nazionale consentendo ai pazienti (fulcro centrale e oggetto del SSN) di avere il pieno controllo delle informazioni sul proprio conto, e gestirne la condivisione in totale sicurezza e in tempo reale.

L’applicazione del digitale in sanità obbliga ad un generale ripensamento dell’organizzazione del sistema che deve essere sempre più rivolto al paziente piuttosto che alle amministrazioni. E’ necessario che queste si immergano in una fino a ieri inedita realtà gestionale, difficile da comprendere a primo impatto, che proprio perché innovativa risulta essere lontana dalle tradizionali scelte che fino ad oggi hanno scandito i tempi e i modi dei processi di ammodernamento, innovazione, e orientamento della crescita. Attraverso processi che devono essere sempre più rivolti verso un welfare inclusivo e sicuro ed una gestione finalizzata verso l’umanizzazione digitale.