Attiva a Messina la geolocalizzazione automatica nelle emergenze

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La tragedia di Simon Gautier, giovane francese di 27 anni, che era venuto in vacanza in Italia ed è morto dissanguato per una caduta in un crepaccio nel corso di una escursione solitaria in montagna nella zona del Cilento, ha molto scosso l’opinione pubblica italiana. Dopo la chiamata al 118, i soccorsi non sono riusciti a raggiungerlo perché le Centrali operative del 118 in Italia non hanno ancora il sistema di geolocalizzazione delle chiamate di emergenza (direttiva Europea di 10 anni orsono) non ancora recepita in Italia. Questo comporta che non è attivo il sistema Advanced Mobile Location (AML) che è in grado, in caso di emergenza, di inviare un SMS con le coordinate di geolocalizzazione corrispondenti al punto in cui si trova la vittima.

In parecchi paesi europei è da tempo disponibile un sistema di emergenza innovativo chiamato in inglese Advanced Mobile Location (AML), ossia sistema avanzato di localizzazione mobile. Si tratta di un servizio software da implementare nel sistema operativo dello smartphone. Più precisamente è un protocollo open-source descritto in dettaglio dall’European Telecommunications Standards Institute (ETSI) (LINK). Da studi fatti l’ETSI riporta che si possono risparmiare in media 30 secondi per chiamata quando vengono fornite dal richiedente soccorso informazioni di localizzazione precise. A questo consegue, come in un “effetto domino”, il risparmio di parecchi minuti, se non giorni come nel caso di Simon, quando le vittime non siano in grado di descrivere a parole la loro posizione esatta a causa di fattori come stress, ferite, problemi di linguaggio o semplicemente mancanza di familiarità con la zona in cui si trovano.

Il sistema AML si attiva non appena viene effettuata una chiamata di emergenza (al 112, numero unico per le emergenze) da uno smartphone in un paese in cui AML è abilitato. Il telefono automaticamente avvia i suoi sistemi di localizzazione (GPS e/o WiFi) per determinare la posizione del chiamante con una precisione molto elevata. Quindi invia queste informazioni con un SMS al 112. Nel caso di una emergenza spesso ci si trova in uno stato di panico che compromette spesso, o quanto meno ritarda, la comunicazione con la centrale operativa.

Si stima che all’aperto la precisione di AML possa arrivare addirittura a circa 5 metri di raggio mentre al chiuso sia di circa 25 metri (contro gli 1,75 km di raggio medio di accuratezza dei sistemi cellulari, ad esempio, nel Regno Unito).

Il sistema AML (Advanced Mobile Location) è promosso dall’EENA (European Emergency Number Association) che coincide col numero telefonico unico per le emergenze in Europa 112 e che è un’organizzazine non governativa con base a Bruxelles per promuovere la sicurezza delle persone. Rappresenta più di 1300 operatori dei servizi di emergenza di oltre 80 nazioni a livello mondiale.

Purtroppo in Italia AML non è attivo.

Nel nostro paese, però esistono delle alternative come l’APP 112 Where ARE U, che si definisce l’APP ufficiale per le emergenze connessa al Public Safety Answering Point (PSAP) ossia alla centrale unica di emergenza del 112.

La copertura di questo servizio però esiste “a macchia di leopardo” solo in alcune regioni e province: Lombardia, provincia di Roma (06), Liguria, Friuli Venezia Giulia, province di Trento e Bolzano, province di Catania, Caltagirone, Enna, Messina, Siracusa e Ragusa.

Questo contributo, oltre ad avere una finalità informativa per chi lo legge, rappresenta uno sprone ed uno stimolo per chi di competenza al fine di sollecitare l’estensione di questo tipo di servizi a tutto il territorio nazionale. Questo eviterà il ripetersi di tragedie umane evitabili e prevenibili per ottenere livelli di sicurezza degni di una società civile.

Per maggiori dettagli scaricare ETSI TR 103 393