Quali cambiamenti bisogna aspettarsi per quota 100 nel 2021?
Data:
12 Ottobre 2019
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di redazione
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Restano esclusi da questo computo i versamenti presso gestioni previdenziali non riconducibili a quelli INPS. Alla quota 100 non si calcolano adeguamenti alle aspettative di vita né penalizzazioni sul calcolo della pensione. Con questo tipo di procedura sono previste diversi tipi di finestre di uscita: nel settore privato, per esempio, la pensione con quota 100 decorre dopo tre mesi dal conseguimento dei requisiti. Nel pubblico impiego, invece, la pensione decorre dopo sei mesi dall’ottenimento. Nel settore dell’istruzione la decorrenza coincide con l’avvio dell’anno scolastico. Per il personale della pubblica amministrazione il TFR decorre dal momento in cui si sarebbe maturata naturalmente la pensione di vecchiaia. Chi va in pensione dopo l’entrata in vigore del decreto, può però ottenere un congruo anticipo sulla buona uscita.
Nel 2021 dovrebbe quindi concludersi definitivamente la quota 100 con la possibilità di andare in pensione, allo stato delle cose, all’età di 67 anni per la pensione di vecchiaia oppure 42 anni e 10 mesi di contributi per quella anticipata.
L’ipotesi più attendibile sarà in realtà che entro il 2021 vengano promulgate nuove misure di riforma pensionistica che in sostituzione id quota 100 prevedano ipotesi alternative di flessibilità in uscita.
Ultimo aggiornamento
10 Ottobre 2019, 16:16
Messina Medica 2.0