Quando la professione medica avrà la completa rivalsa sulla classe politica?

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di Salvo Rotondo

Un aspetto dell’Emergenza COVID-19 è che, dopo anni di un diffuso rapporto conflittuale tra la classe medica e la società, si è osservato un cambio di tendenza nei confronti dei professionisti della salute rappresentata da un innalzamento della fiducia ai livelli più alti con, di contro, un progressivo calo dei consensi nei confronti dei politici.

Questi confortanti dati emergono dallo studio Omnibus su oltre 63.000 cittadini di Germania, Spagna, Regno Unito e Italia portata a termine dall’istituto di ricerche tedesco YouGov Deutschland GmbH, su commissione del Gruppo STADA. Quasi due terzi degli italiani (62%) hanno dichiarato che una risposta efficace per la risoluzione della Emergenza COVID-19 possa arrivare dalla ricerca farmaceutica per la realizzazione di un vaccino.

Meno della metà degli italiani, circa il 45%, è convinto che i propri concittadini siano in grado di seguire in maniera rigorosa le normative e i regolamenti imposti.

Meno di un terzo (32%) degli italiani è preoccupato per il proprio lavoro, quando la media dei quattro paesi analizzati è stata del 25%.

La preoccupazione per la situazione attuale, indipendentemente dal sesso, preoccupa solo il 3% degli italiani.

Le misure di contenimento preoccupano il 71% degli italiani, mentre il 68% è angosciato per il futuro della propria famiglia o dei propri amici.

Un terzo degli italiani (28%) evita di andare in farmacia probabilmente per non avere contatti con soggetti potenzialmente infetti. Il 97% degli italiani evita di fare scorte di farmaci e solo il 7% confessa di ordinare farmaci on line.

Dal sondaggio emerge che solo 1 italiano su 7 (<15%) dei 1.018 intervistati ripone la speranza che i propri politici possano essere in grado di condurli fuori dall’attuale emergenza sanitaria. Questo dato rappresenta il peggior risultato tra i quattro partecipanti. Al secondo posto si è classificata la Spagna, seguita dalla Germania (34%) e dall’Inghilterra (35%).

Inoltre circa il 78% degli italiani ha la percezione che il Servizio Sanitario Nazionale stia sopportando adeguatamente l’Emergenza.

Dall’indagine statistica, emerge quindi che esiste oggi nella classe delle professioni sanitarie in genere e nella classe medica in particolare, una grande fiducia. Questi professionisti vengono oggi osannati (da alcuni in maniera profondamente ipocrita) per il sacrificio offerto in corso di pandemia in termini di dedizione al proprio lavoro, capacità di prendersi carico dei pazienti e di affrontare, anche in assenza di adeguate risorse, i problemi che di volta in volta si sono presentati. Non bisogna però dimenticarsi che stiamo parlando della stessa categoria professionale che fino a qualche mese orsono veniva aggredita nelle guardie mediche, nei pronto soccorso, nei reparti ospedalieri e, in qualche caso, fino in sala operatoria. Si tratta della stessa categoria professionale nei cui confronti ogni anno si aprono 35.600 nuove azioni legali di richieste di risarcimento, mentre ne rimangono circa 300 mila nei tribunali ancora da discutere. Cause che nella maggior parte dei casi si traducono in un nulla di fatto, considerando che il 95% nel penale e il 70% nel civile si concludono con il proscioglimento, come dire non è possibile più lavorare in scienza e coscienza, ma cercando di districarsi tra politica e giurisprudenza. E non dimentichiamo che le aggressioni comportamentali nei confronti dei medici si sono realizzate anche da parte delle stesse aziende dove essi svolgono la propria attività lavorativa. Ormai è diventata prassi che le Aziende Sanitarie, per evitare di assicurare la propria attività, utilizzano a mo’ di Bancomat Assicurativo i propri dipendenti, chiamandoli in causa ad ogni minima richiesta di

risarcimento anche se per banali, ipocrite e inconsistenti pretese. Infine non dimentichiamoci che si tratta sempre degli stessi medici che oggi tutti chiamano Eroi e nei confronti dei quali una certa classe politica aveva cercato di creare uno Scudo Legale per la salvaguardia propria e degli amministratori della Cosa Sanitaria da essa nominati. Tutto questo al fine di evitare di rispondere delle carenze strutturali e di materiali (in particolare di DPI) che hanno costretto ad affrontare la propria missione “a mani nude” per poi infettarsi e lasciare un tributo di oltre 150 vittime mediche sull’altare dell’Emergenza.

Non resta che augurarsi che passata la fase dell’Emergenza COVID-19 non ci si dimentichi, nel bene e nel male, di tutto quello che è stato fatto e da chi. Che venga mantenuto, quindi un doveroso rispetto nei riguardi delle classi sanitarie tutte e quella medica in particolare. Cercando di sanare la frattura tra chi amministra e i professionisti della salute al fine di garantire un giusto equilibrio ed un reciproco riconoscimento dei ruoli e dei compiti, valorizzando la qualità della vita del personale sanitario contestualmente a quella dei pazienti.

Nella speranza che, una volta calmato il fragore della tempesta COVID-19 non riprendano a gestire i posti nodali del potere i venditori di fumo, chi crede che la politica possa svolgere un ruolo guidato dai segni astrologici al fine di cavalcare la tigre dei No-Vax, dei cospirazionisti, degli odiatori e dei terrapiattisti. È questo il momento topico per ricostruire un sistema diverso per evitare una deriva fatta di ospedali chiusi o con risorse ridotte al lumicino ed assunzioni fatte per l’appartenenza e non per la competenza, che creano nuovi schiavi manovrabili “al prezzo più basso”. La perdita della memoria non aiuta a non rifare gli errori o, peggio, a ricommetterli nell’idea folle che alla lunga il risultato sarà diverso.

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