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Renè Geronimo Favaloro medico e scienziato: la sua biografia in un libro

Renè Geronimo Favaloro medico e scienziato: la sua biografia in un libro

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di Giuseppe Ruggeri

Nel febbraio 2020, il Governo e la Banca Centrale argentina rilanciarono la proposta, già formulata nel 2009, di coniare una banconota da 2000 pesos con l’effigie di Renè Geronimo Favaloro. Gli eredi, tuttavia, negarono l’autorizzazione, spiegando che piuttosto che celebrarlo post-mortem, Favaloro avrebbero dovuto sostenerlo da vivo, evitando di farlo affondare nei debiti. In suo onore il 17 luglio, sua data di nascita, è stata istituita in Argentina la “Giornata nazionale della medicina e della chirurgia”.
Già, ma chi era Renè Geronimo Favaloro? Il cognome tradisce la doppia origine (latinoamericana e italiana) del cardiochirurgo che, secondo il New York Times (1992), ha cambiato la medicina moderna e che il Washington Post (1997) considera uno dei 400 uomini più importanti della storia per aver mutato la vita dell’uomo sul pianeta. E’ stato Favaloro, infatti, lo scopritore della tecnica chirurgica del by-pass aortocoronarico, l’intervento oggi diventato routinario nella cura della cardiopatia ischemica che il medico italo-argentino mise a punto nel lontano 1967. Il 9 maggio di quell’anno, infatti, il medico italoargentino eseguì il suo primo intervento di rivascolarizzazione miocardica in un uomo di 57 anni. Prendendo spunto dagli studi sui tessuti vascolari di Alexis Carrel, medico e biologo francese premio Nobel per la medicina e fisiologia nel 1912, e perfezionandoli a tal punto da inventare una metodica che avrebbe rivoluzionato la chirurgia cardiologica nel mondo.
La biografia, solo in parte romanzata, di Renè Geronimo Favaloro, di origine siciliana (i suoi avi erano di Salina), nato a La Plata (Argentina) nel 1923 e deceduto a Buenos Aires nel 2000, viene narrata Luca Serafini in “Sigue vivo – Chi ha ucciso René G. Favaloro?” (Giambra editori, pp. 376, aprile 2021). Un libro vibrante di passione civile e scritto in stile sapiente e scorrevole, nel quale Serafini, giornalista e opinionista per numerose testate nazionali e autore di pubblicazioni per Rizzoli, Giunti e Sperling & Krupfer, percorre la parabola di vita di un indiscusso protagonista della scienza dell’era post-moderna. Parabola culminata tragicamente in un suicidio motivato con estrema probabilità dalle gravi difficoltà economiche di Favaloro, le cui riserve si andarono progressivamente assottigliando a causa delle ingenti spese sostenute a favore della Fondazione che oggi porta il suo nome. Inaugurata nel 1992, il primo nucleo di ricerca fu avviato nel 1978 – uno dei periodi più bui della storia argentina, dominato da colpi di Stato, dittature e tragedie tra cui spicca quella, di proporzioni bibliche, dei “desaparecidos”. Dopo il golpe che nel 1976 depone Isabelita Peron, si instaura nel Paese il feroce regime di Videla, oltre 30.000 persone vengono massacrate in poco più di 7 anni. Caricati per lo più su aerei militari, gli sventurati venivano scaraventati in mare o trucidati dopo atroci sofferenze mentre le prigioniere incinte arrivavano vive fino al parto per poi essere uccise e i loro figli affidati alle famiglie dei militari.
In quegli anni, Favaloro viene indicato come oppositore per i suoi trascorsi universitari e, non tutelato dal governo nella realizzazione del suo grande progetto, costretto a investire ingenti somme per sostenere la sperimentazione dei trapianti di cuori artificiali. Tra il 1980 e il 1982 furono impiantati ben sedici cuori artificiali in vitelli, e nel maggio 1984 il cardiochirurgo eseguì il suo primo trapianto di cuore artificiale in un essere umano.
La Fondazione Favaloro, nel frattempo, assisteva e curava gratuitamente la maggioranza dei suoi pazienti, finché la sua esposizione debitoria giunse ai quaranta milioni di pesos, con crediti pari alla metà ma sostanzialmente inesigibili per la mancata copertura delle assicurazioni e dei sindacati convenzionati e per l’indifferenza del Ministero della Salute argentino.
Nel luglio 2000, Renè Geronimo Favaloro, travolto dalla crisi economica del suo istituto, si uccide sparandosi un colpo di rivoltella al cuore. Proprio quel cuore, ironia della sorte che, negli anni della sua fervida e instancabile attività, il chirurgo aveva contribuito a preservare dalla morsa della malattia.
Ogni anno, solo negli Stati Uniti, vengono impiantati più di 700.000 by-pass aortocoronarici e si calcola che, dal 1967 ad oggi il loro numero ammonti a oltre 40 milioni.
L’Università nella Fondazione Favaloro, nei suoi 25 anni di attività, ha laureato 23.000 studenti e pubblica ogni anno circa 120 articoli scientifici.