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Tumori al cervello e spinali: nuove frontiere e approccio multidisciplinare. L’esperienza di Humanitas in Sicilia

Tumori al cervello e spinali: nuove frontiere e approccio multidisciplinare. L’esperienza di Humanitas in Sicilia

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di Massimiliano Cavaleri

CATANIA – La neurochirurgia siciliana non ha nulla da invidiare al Nord: tecnologie avanzate e un approccio multidisciplinare sono punti nevralgici su cui si è investito molto in questi ultimi anni. All’Humanitas Istituto Clinico Catanese sono stati riuniti una settantina di specialisti dalla Sicilia e da alcune città italiane per approfondire le nuove frontiere dei trattamenti neurochirurgici delle neoplasie cerebrali e spinali che colpiscono ogni anno 6500 persone di cui 500 nella nostra Regione.
“Neurochirurghi, oncologi, radiologi, esperti di medicina nucleare, radioterapisti, neuropatologi e anestesisti devono lavorare assieme al servizio dei pazienti – ha sottolineato Francesco Tomasello, senior consultant Unità operativa di Neurochirugia dell’Humanitas Istituto Clinico Catanese e presidente onorario della Federazione Mondiale di Neurochirurgia – in Sicilia abbiamo raggiunto un livello tecnologico e un modello organizzativo eccellente e l’esperienza dell’Humanitas lo dimostra”. Proprio di recente l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha detto che il fenomeno delle migrazioni sanitarie è diminuito di molto grazie agli investimenti fatti e all’integrazione pubblico – privato. Le moderne tecniche di esecuzione di interventi al cervello e al sistema nervoso e le recenti acquisizioni scientifiche, come lo studio della connettività dei circuiti neurali, fondamentale conquista insieme al monitoraggio neurofisiologico per la preservazione del tessuto, sono in grado di migliorare il recupero nei pazienti affetti da tali patologie.
“Time is Brain (il tempo è cervello) è un concetto fondamentale in neurochirurgia – ha evidenziato Alberto Romano, responsabile Unità operativa di Neurochirugia dell’Humanitas catanese – e fa comprendere bene quanto siano necessarie le giuste tempistiche d’intervento nelle neoplasie biologicamente più aggressive, sempre in una dimensione interdisciplinare che possa garantire una discreta qualità di vita al paziente nella fase post-operatoria. Nel caso dei meningiomi, ad esempio, questo è possibile perché nella maggior parte delle volte sono benigni dunque si può assicurare una guarigione o una remissione con buone aspettative a lungo termine. Meno probabile per i gliomi che al contrario risultano molto aggressivi”. 
Quicktone nella neurochirurgia oncologica, nuova classificazione OMS dei tumori del SNC, ruolo della biopsia liquida e tecnica microchirurgica nei gliomi di alto grado, connettività cerebrale nella chirurgia asleep, sindrome dell’area motrice supplementare, chirurgia awake, gliosarcomi intracranici primitivi, TC intraoperatoria con approccio multimodale alcuni degli argomenti specifici trattati da numerosi esperti. 
Del comitato organizzatore del convegno, patrocinato dall’Università degli Studi di Messina e dalla Società Esperti Italiana di Neurochirurgia (SINch) e che si è svolto nell’auditorium del centro, per la prima volta in presenza dopo la fase pandemica, fanno parte gli specialisti dell’Humanitas Daniele Cafarella, Giuseppe Raudino e Dorotea Pugliese (anche Università Magna Graecia di Catanzaro). Tra gli illustri ospiti dell’assise il presidente della Società Italiana di Neurochirurgia Paolo Cappabianca, rappresentanti italiani di organizzazioni neurochirurgiche internazionali e della neurochirurgia siciliana. Uno spazio è stato riservato alla Sezione Giovani della Società Italiana di Neurochirurgia che ha dato vita ad un dibattito inter-generazionale. 
L’Humanitas di Catania, trasferito nel 2020 nella nuova struttura di contrada Cubba, ai piedi dell’Etna (località Misterbianco) grazie ad un investimento di 100 milioni, conta 178 posti letto, 400 professionisti, 6 sale operatorie, 4 unità operative (oncologia, ortopedia, neurochirurgia e riabilitazione), una struttura all’avanguardia, realizzata rispettando le più recenti normative in ambito energetico, moderna, accogliente e sicura, con 159 isolatori sismici e 24mila mq di superficie verde. Solo nel primo anno di attività oltre 4mila interventi chirurgici e 8500 sono stati i pazienti che hanno fatto visite o esami. Humanitas vanta le certificazioni Eusoma (European Society of Breast Cancer Specialist) come centro di senologia e della prestigiosa Joint Commission International.