Come i cibi ultraprocessati (UPF) influenzano le malattie cardiache

Data:
14 Marzo 2025

Come i cibi ultraprocessati (UPF) influenzano le malattie cardiache

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L’alimentazione della popolazione americana negli ultimi decenni è andata sempre più ad impattare sulla sua salute. Infatti, la quotidiana assunzione di hot dog e patatine fritte, o bocconcini di pollo e bibite zuccherate, rappresenta il 70% della dieta statunitense.

I cibi ultraprocessati rappresentano alimenti a cui, durante la produzione, sono state aggiunte un numero eccessivo di sostanze per aiutarli ad avere un sapore migliore, un aspetto migliore e una durata maggiore.

Già in uno studio del 2019 (https://www.nih.gov/news-events/news-releases/nih-study-finds-heavily-processed-foods-cause-overeating-weight-gain) si evidenziava come una dieta ricca di UPF comportasse l’assunzione di più calorie e l’aumento di peso in modo significativo rispetto a quando si seguiva una dieta minimamente elaborata, anche se entrambe le diete contenevano lo stesso numero di calorie.

Tuttavia, nonostante la ricerca in tal senso sia ancora limitata, gli UPF (https://newsinhealth.nih.gov/2024/02/dejunking-your-diet) sono sempre più associati a malattie cardiovascolari e altri problemi di salute. Gli UPF, infatti, sono ricchi di grassi saturi, zuccheri aggiunti e sodio, che sono già noti fattori che contribuiscono alle malattie cardiache e che di per sé sono agenti noti per la generazione di cardiopatie.

Nel 2024 è stato pubblicato (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39286398/) uno studio osservazionale di coorte prospettico con oltre 200.000 arruolati e una meta-analisi di 1.2 milioni di persone che evidenziava come un elevato consumo di UPF fosse collegato a un rischio aumentato di malattie cardiache e ictus negli adulti statunitensi. In particolare, ha documentato che i partecipanti allo studio con l’assunzione più elevata di UPF mostravano un rischio di malattie cardiovascolari maggiore del 17%, un rischio di coronaropatia maggiore del 23% e un rischio di ictus maggiore del 9% rispetto a quelli con l’assunzione più moderata.

Non tutti gli UPF sono uguali, alcuni (bevande zuccherate e carni lavorate come hot dog e salumi) sembrano essere più “cardioselettivi” rispetto ad altri (cereali per la colazione, yogurt e alcuni prodotti integrali).

Gli studi scientifici evidenziano una correlazione significativa tra il consumo di cibi ultraprocessati (UPF) e l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Sebbene la ricerca sia ancora in corso per comprendere appieno i meccanismi biologici coinvolti, i dati attuali suggeriscono che una dieta ricca di UPF può contribuire allo sviluppo di malattie cardiache, ictus e altre patologie correlate.

È importante sottolineare che non tutti gli UPF sono uguali e che alcuni alimenti trasformati possono essere inclusi in una dieta equilibrata. Tuttavia, è consigliabile limitare il consumo di bevande zuccherate, carni lavorate e altri UPF altamente trasformati, privilegiando invece alimenti freschi e minimamente elaborati come frutta, verdura, cereali integrali e legumi.

Per proteggere la salute del cuore, è fondamentale adottare uno stile di vita sano che includa una dieta equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso e gestione dello stress. Consultare un medico o un dietologo può fornire ulteriori indicazioni personalizzate sulla base delle proprie esigenze e condizioni di salute.

Ultimo aggiornamento

10 Marzo 2025, 17:02