La cura dei bambini a Messina tra storia e prospettive

Data:
16 Marzo 2025

La cura dei bambini a Messina tra storia e prospettive

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di Carmelo Salpietro e Katya Cuppari

Nell’antichità non abbiamo riscontri storici specifici sulle cure dei bambini a Messina.

Ma, al pari di quanto succedeva altrove, i bambini non venivano considerati come individui ed erano “proprietà esclusiva” dei genitori. I bambini che presentavano visibili malformazioni i greci li abbandonavano sul monte Taigeto, mentre i Romani li buttavano dalla Rupe Tarpea. Ma c’erano sensibilità diverse: le ragazze in Grecia venivano date in sposa dopo i 16 anni; a Roma già dopo i 12.

Nei secoli successivi,  nel  Medio  evo  e ancora successivamente, dai frammenti di storia esistenti, non emergono novità sullo status dei soggetti in età evolutiva. Addirittura nell’ottocento, nell’era industriale, è aumentato lo sfruttamento dei minori: l’età lavorativa era di  6  anni,  talvolta anche di 4 nel caso degli spazzacamini; la giornata lavorativa era 14 ore.
In Sicilia erano impiegati nelle miniere, nella pastorizia, nell’agricoltura. Dei bambini si occupava la famiglia; solo i nobili e i benestanti trovavano un maestro per la loro educazione. Ma i genitori, che in maniera ancestrale amavano i figli e si preoccupavano della loro crescita, si ingegnavano anche  per  la  costruzione di rudimentali biberon già nell’età del bronzo come dimostrano alcuni reperti contenenti residui di latte animale  trovati in tombe di bambini a Vosendorf , in Austria.

Dal punto di vista medico una larga percentuale di bambini moriva per gastro- enteriti e malattie infettive. Tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, anche sulla scorta delle nuove acquisizioni pedagogiche e mediche,   “l’attenzione sociale” per i bambini è cresciuta. Dal punto di vista dei diritti è arrivata nel 1924 la dichiarazione dei diritti del Fanciullo di Ginevra dove si affermava che i bambini avevano diritto ad un normale sviluppo fisico e spirituale e dovevano essere nutriti, curati e protetti da ogni forma di sfruttamento. Dal punto di vista medico si cominciò ad avvertire l’opportunità che alcuni medici di medicina generale  si dovevano dedicare specificamente alle malattie dei bambini anche per cercare di ridurre l’elevato tasso di mortalità .
In tutta Europa  sorsero luoghi di cura dedicati e contestualmente sono aumentati i medici e gli accademici che si occupavano dei bambini. Nel 1850 a Milano fu costruito il Pio Istituto Provvidenza Baliatica dove era possibile il ricovero diurno di lattanti e “slattati” e dove ha prestato servizio Carlo Valvassori Peroni che ha ideato il primo biberon italiano per lattanti e  scritto  il primo   trattato   di Puericultura per l’infanzia. Come si evince dalla le prime cattedre di Pediatria sono state istituite a Firenze e Padova nel 1882, nell’84   a   Roma, nell’86  a  Napoli  e nei  primi  anni  del 900 a  Bologna, Parma,  Palermo  e Siena  e  quindi  a Messina  nel  1906.

Qui il primo cattedratico è stato il prof. Domenico Crisafi come emerso da recenti ricerche di Italo Farnetani.
Il prof. Crisafi nacque a Santa Teresa Riva il 14 luglio 1873, si è laureato in Medicina nell’Università di Messina ed ha perfezionato gli studi pediatrici a Berlino e conseguito la libera docenza in Pediatria a Firenze.

Purtroppo è morto durante il terremoto del 1908. Negli anni successivi, nonostante le atroci parentesi delle guerre, la Pediatria è stata gradatamente organizzata presso l’ospedale Piemonte ma anche in strutture periferiche come  il  Brefotrofio  e  l’O.N.M.I (organismo nazionale Maternità e Infanzia). Venne pure costruita per la prevenzione di alcune patologie la prestigiosa “Colonia Marina di Mortelle

L'Istituto Marino di Mortelle1

Colonia Marina di Mortelle

Ma va evidenziato che dal punto di vista culturale la società messinese nelle sue varie articolazioni ha sempre mostrato una documentata sensibilità per le problematiche dei bambini sani e con gravi patologie. Una fulgida testimonianza di ciò è data dalla presenza della Madonna col bambino, detta anche Madonna degli storpi, di Goro di Gregorio del 1929 custodita nel Museo della città.

Nei decenni successivi in tutti gli  ospedali  di Messina sono stati istituiti reparti di Pediatria e, gradatamente  di  neonatologia  e  di subspecialità pediatriche, che hanno consentito una drastica  riduzione delle p a t o l o g i e infettive e della mortalità infantile ed una più accurata diagnostica e un adeguato followup delle patologie croniche infantili.
Un dato importante degli anni 80 è stata la attivazione della pediatria di famiglia che è stata ed è in forte sinergia con la pediatria universitaria e del territorio.

Per  continuare  a  garantire  nei  prossimi anni elevati livelli di assistenza pediatrica a Messina e provincia riteniamo sia opportuno: implementare la ricerca scientifica pediatrica con un forte coinvolgimento dei giovani; garantire e intensificare gli organici dei reparti prevedendo anche nuovi posti di oBI (osservazione Breve Intensiva) per risolvere rapidamente problematiche mediogravi senza lunghi ricoveri ed adeguare il numero di Pediatri di famiglia alle esigenze della popolazione.

Gli autori

Carmelo Salpietro Già ordinario di Pediatria Università di Messina

Katya Cuppari Vicario UOC Pronto Soccorso Pediatrico AOUP Messina

Ultimo aggiornamento

17 Marzo 2025, 08:43