La World Obesity Day una realtà sempre più diffusa e necessaria
Data:
4 Marzo 2025
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Il 4 marzo 2025,la World Obesity Federation e la World Obesity Day legittimano in tutto il mondo, che l’obesità “non è una colpa, ma una malattia”.
La Giornata, istituita nel 2015, lo ricorda ogni anno; ricorda che la patologia tocca oltre 1 miliardo di persone nel mondo. In Italia – secondo i dati Istat – nel 2023, il numero di persone con obesità, ha avuto un incremento del 38% rispetto al 2003 ed a pesare, è stato soprattutto il notevole aumento di sovrappeso o obesità tra i giovani adulti, per un totale di 6 milioni.
Un numero impressionante, un’epidemia “un flagello globale”, “vera e propria emergenza” che, come giustamente ha detto il ministro Orazio Schillaci, ha bisogno di “una svolta radicale”.
L’obesità non è solo aumento ponderale. Quale che sia la forma: androide o ginoide, non è solo connessa alla cattiva autogestione dei pazienti e alla mancata volontà di dimagrire, ma al fatto che, essendo malattia cronica multifattoriale complessa, dipende da fattori genetici, neuro-endocrini, ambientali e psicologici che, non solo aprono alla malattia, facilmente anticipano le patologie croniche cardio-vascolari, metaboliche e tumorali. Sono premessa per le patologie autoimmuni, il diabete tipo 2, le malattie infiammatorie croniche, predispongono alle patologie allergiche, e neurodegenerative.
Alla base del sovrappeso-obesità, ci sono alterazioni metaboliche geneticamente determinate dipendenti o condizionate da variazioni ormonali che portano alla riduzione della spesa energetica, spesso all’aumento dell’appetito, alla riduzione del senso di sazietà. Su di loro, specie se iniziano in età giovanile, incidono i fattori alimentari, la sedentarietà, il “marketing digitale di prodotti alimentari malsani, la proliferazione dei giochi online.
L’OMS, soprattutto il mondo medico-scientifico, lanciano un vero allarme. Sfatano lo slogan americano “il grasso e bello” e spingono per “fare cultura” a tutti i livelli. A partire dalle scuole, con progetti educativi sostenuti oltre che dagli specialisti del settore, dalle varie Società scientifiche, dalle ASP. Con lo screening anche nelle piazze e le visite che sottolineano il peso corporeo, il giro vita, la distribuzione del grasso, il BMI (Body Max Index); danno “consigli su quale stile di vita adottare per prevenire e su come curarsi con il coinvolgimento della famiglia.
I Vademecum distribuiti nelle piazze, nei presidi sanitari, nelle scuole, nei luoghi in cui si pratica sport di tipo dilettantistico o di gara, tengono conto dell’età, della condizione fisica e indirizzano verso la dieta mediterranea dal 2010 patrimonio culturale immateriale sancito dell’UNESCO, ora divenuta patrimonio universale. Sono “Linee guida” basate sui principi della salute e della “Dieta della Longevità”. Attingono alle regole e alle abitudini della tavola dei “centenari” e degli anziani più longevi; suggeriscono un Menù 100% vegetale (o quasi) con al primo posto, legumi, ortaggi, frutta, la preferenza del pesce (2 o 3 volte a settimana evitando quelli ad alta percentuale di mercurio) alla carne, l’uso dell’Olio extravergined’Oliva in quantità relativamente alte, dai 50 ai 100 ml al giorno, carboidrati complessi dotati anche di proteine vegetali. L’eliminazione dal proprio menù dei Junk Food ad alto contenuto di zuccheri semplici e i prodotti industriali confezionati. Privilegiare gli alimenti ricchi di grassi insaturi, quali il salmone, le noci, le mandorle, le nocciole, e poveri di grassi idrogenati, Fare due pasti al giorno e uno spuntino secondo lo schema 2 + 1: colazione, pranzo e spuntino alla sera, oppure, colazione, spuntino a pranzo e pasto principale alla sera. Fare colazione dopo le 8 e cenare prima delle 20, oppure consumare il primo pasto della giornata alle 9 e la cena prima delle 21.
Educareallo sport sin da bambini con attività motorie adattate – dal mini calcio, basket, volley, hip hop, hula hoop, ai percorsi di giochi nelle palestre e all’aria aperta.
Paolo Sbraccia, vicepresidente IBDO Foundation, in rappresentanza della World Obesity Federation li ritiene essenziali. Consiglia di “Investire molto nella prevenzione, nella gestione e nel trattamento dell’obesità”. Lo considera “azione economicamente vantaggiosa per i governi e per i servizi sanitari”; una necessità, un dovere da portare avanti nel tempo, ognuno nel suo ruolo. Aggiunge: “Gli investimenti possono aiutare a raggiungere gli obiettivi fissati dall’OMS per contrastare l’aumento dell’obesità e ottenere la riduzione del 25% della mortalità per le malattie non trasmissibili ad essa associate».
L’Italia incomincia a prendere coscienza che l’obesità è un “problema”. L’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete, ha fatto già la richiesta perché l’obesità sia qualificata “malattia” da “includere nei LEA”.
A livello mondiale, la Novo Nordisk per sostenere l’obeso, ha presentato Novo IO, un nuovo portale nato per essere al fianco delle persone con obesità. Le accompagna in tutte le tappe del loro viaggio: dal riconoscimento della malattia, all’avvio e nel percorso di cura. Non sostituisce il medico, ma è un aiuto per il paziente. Lo supporta. Come piattaforma digitale gli offre la corretta informazione sulla malattia. Lo consiglia secondo quanto validato da un board di espert. Stando all’interno del programma internazionale Driving Change in Obesity, gli favorisce la corretta informazione sull’obesità e la combatte. Si accompagna alla campagna internazionale “World Obesity Day Hero film”, che è disponibile sui canali LinkedIn e Facebook di Novo Nordisk Italia già dal 27 febbraio 2025.
Ultimo aggiornamento
3 Marzo 2025, 13:16
Messina Medica 2.0