Carlino Mezzolitro e la scomparsa di Giufà

Data:
18 Aprile 2025

Carlino Mezzolitro e la scomparsa di Giufà

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Carlino Mezzolitro nei momenti di noia andava nel mondo delle Fiabe.
Certo un po’ si vergognava e aveva ragione…. Insomma quella Biancaneve,
quella Bestia se la tiravano…per non parlare di Cappuccetto Rosso, Pinocchio… Cenerentola,
poi… odiosa a dir poco…e sì… avevano secoli di storia, conosciuti in tutto il mondo…
E vogliamo parlare degli autori?
Insomma e i fratelli Grimm e il Rodari e il Collodi!
Veri marchi di fabbrica. Poi spunta Carlino Mezzolitro, ideato qualche anno fa dal
più squilibrato cardiologo di Messina, tale Francesco Certo…e il gioco è fatto!
Ma a Carlino piaceva comunque respirare quell’aria…e poi volenti o nolenti…
dovevano accoglierlo…scarso, di pessima origine, ma sempre supereroe del bene…
E poi…poi, c’era Giufà! Il tontolone, che tutto crede, maltrattato da tutti per il sua
stupidità, ma buono e generoso che era difficile non volergli bene.
Le lunghe discussioni su Messina e sul suo futuro…
La amava di un amore infinito e vero al tempo.
La sua vita per una granita, per un panorama, per un po’ di focaccia.
E la sua amarezza, nel vederla vittima di tre, quattro famiglie, sempre
uguali, sempre le stesse, di gattopardiana memoria.
Carlino, spesso, dubitava della cretinaggine di Giufà, ritenendola un’ingiuria,
chissà forse motivata dall’invidia per la sua purezza di pensiero.
Era disteso sul divano e proprio mentre pensava queste cose, arrivò
la telefonata, la solita telefonata, più stridula che mai…Il Vecchio detto il Saggio
non dava pace!
-Carlino, Carlino! Emergenza! Emergenza! E’ scomparso Giufà!
Sconvolto dalla notizia, si trovò in Via dei Sogni al Numero che ne so.
-Caro, caro, sempre presente! Come farei senza di te?! Sei il mio braccio
destro eppure quello sinistro.

carlino

Disegno di Giovanna Certo

-Si, ma basta con le smancerie: che è successo al povero Giufà!?
-Si, ecco… dunque… non si vede, non si trova più…Lui era sempre
in giro per i quartieri di Messina, a portare il suo buonumore…
e …niente…non se sa nulla…Va, mio prode, la Città dello Stretto
ti aspetta per una nuova avventura!
Fu un attimo, convocò la Fata Turchina e ,sulle sue ali, sorvolò
Messina! Che Magia! La Madonnina, la Falce, e il Pilone, e i due
Mari, e i laghi di Ganzirri, e i colli di San Rizzo. La natura nella
massima bellezza! Controvoglia atterrarono a Piazza Duomo
e iniziarono le ricerche: per tutta la city da nord a sud…
Ma nessuna dava notizie. Carlino che conosceva quella gente,
trovò strana quella omertà che non riusciva neanche a celare…
Cosa c’era sotto? Perché stavano tutti zitti? Senza neanche accennare
una risposta. No, qualcosa non quadrava. Stanchi e avviliti si recarono
in Via dell’Inventore pazzo al numero che mi importa.
Leonard Albert Della Mirandolis sembrava aspettarli.
-Benvenuti, di che avete bisogno?….Ah, ok ci peso io!
Dopo la canonica mezzorata tornò più spettinato e simpatico che mai.
-Ecco qua! Signori, ecco a voi il trovamistero! Basta un click e vai! Troverete
la pista per trovare il povero Giufà!
Accesero l’aggeggio, digitarono il nome dello scomparso e, e, e…comparse
un nome, un nome… roba da non credere… Damiano De Furbettis, il sindaco
di Messina!
Incredulo, andò in compagnia della Turchina, a Palazzo Zanca.
Un paio d’ore attesa e si trovarono davanti il politico.
Carlino a bruciapelo.
-Che sa della scomparsa di Giufà?
De Furbettis balbettò, divenne pallido, allora il nostro eroe
bevve il canonico mezzolitro di rosso e…il sindaco crollò.
-Colpa mia, colpa mia…gli ho detto che Arianna, principessa di Scaletta
era innamorata di lui… è andato via in un lampo urlando ”Amore mio,
arrivoooo” e non se sa più nulla…
-Si vergogni! Fu secco Carlino e in un lampo, grazie alla Turchina, si trovò
davanti il Castello di Scaletta. La Fata lo rese invisibile e così poté entrare
nella residenza amena. Centinaia di stanze e di servitori, cortigiani.
Vide anche il re e la regina e la loro figlia, Arianna, bellessima, ma tracce
di Giufà… Distrutto pensò di andare via, ma sentì un lamento lontano.
Veniva dalla cripta del castello…E là, tutto legato, il povero Giufà.
-Carlino, Carlino, salvami! Dopo che il sindaco mi aveva dato la buona notizia,
sono arrivato di corsa, e sono andato per baciare Arianna e le guardie mi
hanno preso e…mi hanno condannato a morte…Finire qui, solo, tra queste
mura, senza acqua e cibo!
Perché Arianna mi ha trattato male? De Furbettis aveva giurato che era pazza
di me!
-Ah, così ti aveva detto! Ora bevi questa pozione ”invisibile a tutti” e scappiamo!
E così fecero. Carlino Mezzolitro portò Giufà nelle povera dimora e andò al
Comune. Il Sindaco pavoneggiava tra i corridori come una star di Hollywood.
-Caro sindaco, grazie per avermi dato le giuste indicazioni, Giufà è salvo,
se possibile, di grazia si volti: ho un regalo per lei.
De Furbettis lo ascoltò e fece male perché un calcio nel deretano gli fece
fare un salto di metri.
-Ti era piaciuto lo scherzetto? E di…hai mandato il messaggio a tutti i messinesi
perché ti tenessero il gioco! Giusto!? Giusto?!
L’annuire del dolorante politico, ringalluzzò il nostro eroe che lo coprì
di improperi e insulti.
Poi il ritorno dal Vecchio detto il Saggio.
-Carlino, ma che hai combinato? Una pedata al fondoschiena del Sindaco!

Hanno telefonato un funzionario della Regione, un alto prelato, un delegato
del Presidente della Repubblica…Sono sfinito a forza di dire scusa, scusa, scusa…
-Ma dì la verità: tu che ne pensi…. è meglio che dici la verità, se no mi metto
a bere.
L’anziano ammiccando.
-Facisti bonu, facisti bonu… Come dicono a Messina: quando ci vonnu sunnu
megghiu du pani!

Francesco Certo

Ultimo aggiornamento

17 Aprile 2025, 12:53