Legionella, il rischio nascosto. Aumento dei casi in italia e nuove strategie per il controllo di un batterio silenzioso

Data:
2 Aprile 2025

Legionella, il rischio nascosto. Aumento dei casi in italia e nuove strategie per il controllo di un batterio silenzioso

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Si è svolto a Milano l’evento “Legionella e Legionellosi: cosa sono e come si controllano per la sicurezza della salute e dell’ambiente” organizzato da Initial per dare il via ad una campagna di informazione sul tema e accendere i riflettori sulla gestione del rischio e sui controlli legati al batterio. L’appuntamento è stato anche l’occasione per presentare il nuovo servizio LFree, un ventaglio di soluzioni complete per la gestione del rischio Legionella, con il quale l’azienda conferma il suo impegno nell’affiancare i partner, garantendo elevati standard di igiene, sicurezza e benessere. Nel corso dell’evento, gli esperti intervenuti hanno esaminato in modo approfondito tutte le tematiche relative alla Legionella, affrontando i rischi sanitari, le strategie di prevenzione nelle strutture sanitarie, il quadro normativo e il livello di consapevolezza del rischio all’interno delle aziende.

legionella

LA LEGIONELLA
La Legionella è un batterio silenzioso che è presente naturalmente in ambienti acquatici e riesce a proliferare a temperature comprese tra i 20°C e i 50°C[3], diventando potenzialmente pericoloso per la salute dell’uomo. In Italia, costituisce un problema ancora largamente sottovalutato, nonostante l’aumento dei casi registrati negli ultimi anni e il rafforzamento della normativa avvenuto con il D.Lgs.18/2023, che ha ribadito l’obbligo di attuare misure preventive specifiche al fine di ridurre al minimo il rischio di contaminazione per l’uomo.
“Le infezioni da Legionella pneumophila sono un rischio ancora troppo spesso ignorato e rappresentano ad oggi una sfida concreta per la salute pubblica” – dichiara Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio (MI) e Professore associato di Igiene Generale e Applicata presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. “Contratta mediante inalazione o aspirazione di aerosol contaminato, la legionellosi può causare infatti gravi infezioni all’apparato respiratorio che si presentano con sintomi che inizialmente possono manifestarsi in modo simile a quelli di una polmonite severa portando in alcuni casi a gravi complicanze, talvolta fatali.”

Nel nostro Paese, gli ultimi dati disponibili del 2022 riportano circa 3.111 casi di legionellosi, con un’incidenza pari a 51,9 casi per milione di abitanti e un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Il 77% dei casi è stato notificato in 6 Regioni – Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte – e il restante 23% dalle rimanenti 15 Regioni e Province Autonome. Inoltre, in base alla distribuzione per età, oltre il 70% delle persone colpite ha almeno 60 anni e l’incidenza aumenta al crescere dell’età raggiungendo il valore massimo di 169,7 casi per milione di abitanti nella fascia di età pari o superiore a 80 anni.1

“In generale possono essere più a rischio le persone anziane che presentano delle malattie croniche o i pazienti che hanno un sistema immunitario meno efficiente; tuttavia, una volta accertata la diagnosi tramite l’esame radiologico del torace, la ricerca dell’antigene Legionella pneumophila nelle urine e l’esame colturale della Legionella su un campione respiratorio, è possibile trattare l’infezione con una terapia antibiotica specifica, associata a misure di supporto respiratorio e a terapie antinfiammatorie, se necessario” – precisa Pregliasco.

Ultimo aggiornamento

1 Aprile 2025, 08:16