Quattro chiacchiere tra un nomade ed un ambulante su una partita di sette anni fa
Data:
4 Aprile 2025
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“Quattro chiacchiere” (una nuova serie a cura di Filippo Cavallaro)
Ambulante: Ricordi la partita per la donazione di organi?
Nomade: Certo che me la ricordo. Un tempaccio. Pioggia e freddo. C’era anche Luciana, ricordi.
A: Si, si.
N: Ricordo la grande attenzione richiesta, riconosciuta e condivisa dal capitano della squadra di Messina di “Donare è vita “.
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A: Quello senza capelli, il presidente, Gaetano.
N: Si lui. Diceva che aveva questo impegno di dedicarsi alla donazione degli organi perché era un trapiantato.
A: Vero. Aveva bisogno di una preparazione prima della partita per preparare il corpo all’attività sportiva in quanto l’organo trapiantato non si adatta subito all’impegno motorio, ha tempi meccanici un pò più lenti.
N: Ricordo che lui era chiamato da tutti non solo per foto o interviste ma anche solo per scambiare una parola.
A: In quella occasione, tu non lo sai, ma il pubblico era quasi totalmente composto da persone che conoscevano il donatore, erano parenti, amici, compaesani di Corrado.
N: Ricordo che c’era una numerosa rappresentanza dell’Avis e dell’Aido dell’area dei nebrodi.
A: Infatti Corrado era sempre stato un donatore.
N: Più ci penso e più mi sorprende l’organo cardiaco che si attiva ed è pronto all’azione. Si attiva alla prestazione sportiva, diversamente ma sempre prontamente si attiva alla prestazione passionale, così come si attiva per una emozione, un dispiacere.
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A: Vero. Differenti connessioni con il sistema nervoso permettono al cuore di controllare la frequenza cardiaca. Quando il vecchio cuore ammalato viene asportato, queste connessioni vengono interrotte.
N: Si. Infatti in uno sforzo, l’incremento dell’attività cardiaca è molto più lento ed anche il ritorno al valore di base della frequenza dopo la cessazione dell’esercizio è più lento;
A: Certo che Gaetano non si risparmiò quel giorno in campo.
N: Per questo ha chiesto il massaggio degli arti inferiori. Lui è allenato ma con la lentezza che il cuore trapiantato mantiene, rispondendo più a sollecitazioni meccaniche, l’invito con il massaggio al cuore è sul volume sanguigno spostato.
A: Gaetano avrebbe dovuto essere più cauto?
N: Non riusciva, ma bisogna dire che il cuore di Corrado era un cuore di sportivo, allenato. Forse è stato giusto tenerlo attivo nella performance motoria.
A: Certo che la storia di Gaetano sarebbe da raccontare.
N: Mi hanno detto che c’è già chi ci sta pensando. Gaetano era un eroe, mitico.
Teresa Pintaudi e Filippo Cavallaro
Ultimo aggiornamento
4 Aprile 2025, 00:18
Messina Medica 2.0