Bisogni degli adolescenti di oggi, in un’ottica generazionale distopica
Data:
30 Maggio 2025
Views: 3
di Luisa Barbaro
L’adolescenza è un momento di ristrutturazione del sè e della propria identità che implica cambiamenti non solo del corpo, ma anche delle relazioni personali, familiari e sociali.
Sin dagli anni 70, si è pensato di istituire, nell’ambito dei Consultori Familiari, gli “Spazi Adolescenti”, che in sinergia con la scuola e gli sportelli “Giovani”, potessero essere un punto di riferimento territoriale per le domande sempre urgenti dei ragazzi.
adolescenti
Da ciò si deduce che i giovani non hanno una fragilità intrinseca né disagi inspiegabili, ma che sono gli adulti ad aver creato un mondo distopico, lo hanno capovolto senza una ragione, per poi affermare l’esistenza del disagio adolescenziale. L’età evolutiva è la sollecitazione del nuovo a partire dal cambiamento del corpo; ciò può creare fragilità spesso non supportata dall’adulto nel giusto modo.
La dimensione affettiva è un argomento fondamentale per costruire un processo relazionale, è alla base di tutto ed osservando questo fenomeno, dovremmo, insieme ai genitori ed agli insegnanti, aiutarli ad esternare e riconoscere i loro stati d’animo, il loro essere, per una migliore integrazione e per sapersi difendere da possibili rischi. Durante i nostri incontri, oltre che delle loro patologie e sintomatologie, si parla anche di paure, di rapporti sessuali e di piacere.
17166745934621-e1717574448626
L’età del primo rapporto, da una indagine diventata poi un mio libro “Biancaneve non abita più qui”, risulta essere tra ragazzi dai 15 ai 18 anni; tra questi solo il 50% usa un metodo anticoncezionale e solo il 20 % in maniera corretta.
Già verso i 13 anni i ragazzi sentono il bisogno di un approccio di condivisione e di empatia, per un approccio alle informazioni che non riescono ad avere correttamente né dai genitori nè dagli insegnanti, circostanza che dimostra il perché il 62% dei giovani vorrebbe personale esperto esterno alla scuola.
In tale ottica, il territorio e quindi il Cons. Familiare, con operatori Socio Sanitari preparati, senza tabù, blocchi o disagi, potrebbe organizzare un progetto di incontri con i genitori e gli insegnanti, condividendo un percorso che permetterà di scoprire le sorprese positive che può riservare il mondo degli adolescenti.
Il nostro compito è quello di avviare un processo di crescita e di capacità critica, rassicurando sempre i ragazzi, fino ad acquisire i giusti elementi per continuare da soli. Da ciò nascono le nuove prospettive di lavoro, che prevedono la” Peer Learning e life style “, cioè ragazzi più maturi con un ruolo attivo della conoscenza, che aiutano i più piccoli in un’attività curriculare che riguarda la vita quotidiana e ciò che durante essa accade.
In questo “mondo al contrario”, occorrono competenze professionali per far capire ai ragazzi, con tutto il rispetto possibile, cos’è la pace, la solidarietà, la cooperazione, per evitare o limitare i rischi, considerando che degli stessi, gli adolescenti non ne hanno una vera e propria percezione.
Una ultima riflessione riguarda le contraddizioni dell’attuale sistema, che appare controverso, con proposte di terminologie e modelli che mettono a disagio i giovani senza più sicurezze ed affettività; in tal senso, dovremmo utilizzare parole chiave di base per loro, come contatto pelle/pelle, calore ed affettività.
Articolo già pubblicato su Messina Medica cartacea del dicembre 2024
Ultimo aggiornamento
29 Maggio 2025, 12:26
Messina Medica 2.0