Quattro chiacchiere tra un nomade ed un ambulante su una immagine della maratona
Data:
2 Giugno 2025
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di Filippo Cavallaro e Stefania Davì
Ho condiviso una immagine di una maratoneta con un nomade. Che si tratti di una donna che corre si capisce solo guardando la foto con molta attenzione.
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A prima vista si vedeva una persona che corre a petto nudo con il numero di gara, 19576, attaccato al pantaloncino. È strano che sia a petto nudo con gli occhiali a specchio senza cappellino. Anche i due tatuaggi al braccio destro ed alla coscia sinistra sarebbero ben visibili pur indossando una canottiera. Per capire quale gara sta correndo sul pettorale in basso si intravede LM London Marathon. Avendo acuito la vista emerge il particolare delle due cicatrici che ha sul petto.
Così si capisce che può avere avuto una mastectomia bilaterale ed è una donna.
Il nomade l’ammira per la forza che mostra, facendo vedere le sue cicatrici, per invitare le persone malate a non avere paura.
L’ambulante ipotizzava una raggiunta libertà per esporsi a petto nudo senza problemi.
Anzi rinforza che l’esposizione del corpo è stata facilitata dalla malattia, come se il corpo da donna non fosse accettato.
Il nomade è fermamente convinto che la scelta è di mostrare le cicatrici. Queste descrivono chiaramente, la malattia che ha affrontato e facendole vedere comunica a tutti che bisogna affrontare il tumore.
L’ambulante si preoccupa di cosa possono pensare parenti ed amici di questa sua impresa.
L’altro non crede che i parenti abbiano condiviso questa impresa. Penseranno che è pazza e che dovrebbe riguardarsi, o essere contenta di come stanno andando le cure senza impegnarsi in attività pesanti e faticose.
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Mentre chiacchieriamo la potente logica del web permette di acquisire informazioni sulla foto, indirizzando alla fonte, a quanti la commentano on line, a chi la condivide.
Scopriamo che ha 51 anni, si chiama Louise Bernadette Butcher. Durante il covid aveva pensato di partecipare alla Maratona di Londra virtuale del 2022. Si stava allenando intensamente quando durante dei normali controlli, malgrado una mammografia negativa, le viene diagnosticato un tumore lobulare al seno.
Il cancro stava distruggendo lei e la sua famiglia, non lo accettava, per cui ha continuato ad allenarsi.
Sei settimane dopo la mastectomia e tre giorni dopo la radioterapia, si tiene la Maratona virtuale, la corre anche lei, con l’impegno di raccogliere fondi per l’ente benefico dell’ospedale dove veniva seguita.
Interviene l’ambulante affermando che non si rende conto che il suo corpo è debilitato dalle potenti terapie, e che gare come la maratona lo debilitano ancora di più. Risponde a tono la viandante: “Secondo me non ne tiene conto. Non considera tutte queste interazioni.”
Su internet poi scopriamo altro, quanto basta per sapere che lei si definisce atleta in topless. Questo valorizza il ruolo di donna. Scelta fatta anche per acquisire il Guinnes 2023 GWR come prima donna nella storia a correre la Maratona di Londra in topless. Da allora pubblica le sue corse sui social media per diffondere in tutto il mondo il messaggio che le donne sono più del loro seno e del loro corpo.
La famiglia è complice e partecipe, lo si vede all’arrivo nel tagliare il traguardo.
Ultimo aggiornamento
1 Giugno 2025, 12:38
Messina Medica 2.0