Un podcast “oltre il peso” per cambiare il raccontodella malattia obesità e promuovere la consapevolezza sociale
Data:
7 Giugno 2025
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L’obesità non è solo una questione di chili. È fatta di sguardi, giudizi, parole che feriscono.
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È una realtà complessa, fraintesa, troppo spesso ridotta a numeri. Per questo la Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO) lancia la sua prima iniziativa di sensibilizzazione: il podcast “Oltre il peso. Voci che raccontano corpi, vite e percorsi di salute”. Un progetto ambizioso, ideato per raccontare l’obesità in tutte le fasi della vita – dall’infanzia, all’adolescenza, fino alla terza età – e restituire voce a chi la vive ogni giorno. Il podcast, prodotto da Medikea – partner strategico e media company specializzata in contenuti digitali scientifici – con il contributo non condizionato di Eli Lilly, rappresenta un punto di partenza fondamentale per costruire una cultura della salute più consapevole, empatica e priva di stigma.
In ogni episodio, voci diverse si intrecciano: pazienti, medici, professionisti della salute, tutti uniti nell’obiettivo comune di raccontare l’obesità nella sua complessità, andando oltre i luoghi comuni e gli stereotipi. Con uno stile accessibile ma scientificamente rigoroso, il podcast accompagna l’ascoltatore lungo un percorso di dodici episodi, rilasciati a partire da oggi con cadenza bisettimanale sulle principali piattaforme (Spotify, Apple Podcasts, YouTube Music) e sul sito www.oltreilpeso.it.
Ogni episodio è pensato per informare, ma soprattutto per far riflettere, perché per capire l’obesità bisogna prima di tutto ascoltarla. E chi la vive ha molto da dire.
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«L’obesità comporta difficoltà oggettive nella vita quotidiana: l’ambiente domestico può non essere adatto, diventa complicato muoversi in città, salire su un autobus, prendere un treno, fare le scale – dichiara Iris Zani, presidente della Federazione Italiana Associazioni Obesità – Non tutti riescono a sopportarlo: qualcuno ne soffre profondamente, anche a livello psicologico. In Italia, quello che manca è la possibilità concreta di accedere alle cure. Fino a quando l’obesità non sarà riconosciuta ufficialmente come malattia, non sarà inclusa nei LEA, non verrà trattata come una patologia complessa e multifattoriale, molte persone nemmeno inizieranno un percorso di cura. E invece bisognerebbe intervenire il prima possibile, quando la situazione non è ancora grave».
A livello sociale, purtroppo, l’obesità continua a essere considerata “solo” come un banale problema alimentare, conseguenza di scarsa forza di volontà, scelte personali errate e risolvibile con il consiglio – quanto mai stigmatizzante – di mangiare meno e muoversi di più. Eppure, i numeri sono realmente allarmanti, a tal punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’obesità una vera e propria emergenza sanitaria ed economica di entità globale. Nel nostro Paese, un adulto su due è in sovrappeso, circa 23 milioni di persone, mentre 6 milioni di individui (il 12% della popolazione) soffrono di obesità.
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«Dal punto di vista scientifico, l’obesità è una patologia cronica, ingravescente, multifattoriale, ma se guardiamo alla percezione comune, purtroppo è ancora considerata spesso come un fallimento personale, un difetto morale, una mancanza di volontà nel gestire il proprio stile di vita – spiega Edoardo Mocini, Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione, Dottore di Ricerca in Endocrinologia, Ricercatore e Docente presso l’Università eCampus, ospite dei primi due episodi del podcast – In realtà, si tratta dell’interazione tra vari fattori, principalmente due: la predisposizione genetica e l’ambiente in cui viviamo. Oggi, la maggior parte delle persone conduce una vita sedentaria: otto ore seduti in ufficio, poi si prende l’auto per spostarsi, e a fine giornata restano pochissimo tempo ed energia per l’attività fisica. E se aggiungiamo anche le ore dedicate al lavoro di cura, in particolare per le donne, che in media dedicano 5 ore e mezzo al giorno a figli, anziani o familiari fragili, è chiaro che il tempo per prendersi cura di sé si riduce drasticamente».
Ultimo aggiornamento
6 Giugno 2025, 12:59
Messina Medica 2.0