Fulmini e inquinamento: la NASA li studia in tempo reale con il satellite TEMPO

Data:
13 Settembre 2025

Fulmini e inquinamento: la NASA li studia in tempo reale con il satellite TEMPO

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satellite TEMPO

Ogni fulmine che squarcia il cielo durante un temporale non porta solo lampi e tuoni: rilascia anche ossidi di azoto (NO), gli stessi inquinanti prodotti dai gas di scarico delle auto. Ora, grazie al satellite TEMPO della NASA, gli scienziati hanno potuto monitorare in tempo reale questo fenomeno, scoprendo nuovi dettagli su come i temporali influenzano il clima e la qualità dell’aria.
Il progetto, guidato dal professor Kenneth Pickering e dal ricercatore Dale Allen dell’Università del Maryland, ha utilizzato dati ad alta frequenza di TEMPO, lanciato nel 2023, per osservare le tempeste sugli Stati Uniti orientali tra fine giugno e inizio luglio 2025. Normalmente TEMPO raccoglie dati ogni ora, ma in questo esperimento le misurazioni sono state fatte ogni 10 minuti, permettendo di seguire le tempeste in tempo reale.
“I temporali si evolvono in fretta, anche in meno di un’ora. Queste osservazioni ravvicinate ci danno un quadro molto più preciso”, spiega Pickering.

fulmine

Come i fulmini creano inquinamento
Quando un fulmine colpisce, le altissime temperature scindono le molecole di azoto e ossigeno nell’aria, formando ossidi di azoto. A livello globale, i fulmini producono dal 10 al 15% degli ossidi di azoto nell’atmosfera. La differenza rispetto all’inquinamento umano? I fulmini rilasciano questi gas in alta atmosfera, dove contribuiscono più efficacemente alla formazione di ozono, che può riscaldare l’atmosfera e, in alcuni casi, raggiungere il suolo peggiorando la qualità dell’aria anche a centinaia di chilometri di distanza.
In estate questo fenomeno è più evidente, perché le alte temperature favoriscono la produzione di ozono. Per questo i ricercatori hanno scelto di studiare i temporali di giugno.
Ma c’è anche un lato positivo: i fulmini favoriscono la formazione dei radicali idrossilici, molecole che “ripuliscono” l’atmosfera scomponendo gas serra come il metano. Questo rende il ruolo dei fulmini più complesso: sono allo stesso tempo fonte di inquinamento e agenti naturali di purificazione dell’aria.

Un nuovo sguardo per i modelli climatici
Grazie a TEMPO e ai dati del sistema Geostationary Lightning Mapper del NOAA, i ricercatori possono ora calcolare in modo più preciso la quantità di ossidi di azoto prodotta da ogni fulmine. Questo aiuta a migliorare i modelli climatici e a prevedere con maggiore accuratezza come l’inquinamento atmosferico si sviluppa e si muove.
Allen sottolinea:
“Capire come cambia l’impatto dei fulmini in un clima con eventi estremi più frequenti è fondamentale per prevedere il futuro”.
I fulmini possono infatti spostare inquinanti su grandi distanze, trasportandoli in zone lontane dall’evento iniziale. In aree come il Colorado, a quote elevate, questo fenomeno incide notevolmente sui livelli di ozono al suolo, un fattore che i meteorologi dovranno considerare sempre di più nelle previsioni della qualità dell’aria.

Impatti concreti e prospettive future
Questo studio non è solo un esercizio scientifico: ha ricadute dirette sulla salute e sull’ambiente. Migliorare le previsioni della qualità dell’aria può aiutare a proteggere persone vulnerabili, come chi soffre di asma o altri problemi respiratori, e a distinguere meglio l’inquinamento di origine naturale da quello prodotto dall’uomo.
“Con dati migliori, otteniamo previsioni migliori e possiamo trovare strategie più efficaci per proteggere la salute e l’ambiente”, conclude Allen.
La missione TEMPO è il risultato di una collaborazione tra NASA e Smithsonian Astrophysical Observatory, con il supporto del Centro di Astrofisica di Harvard. Questo esperimento rappresenta un passo avanti nella comprensione delle dinamiche atmosferiche e apre la strada a nuove strategie per affrontare l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il lavoro per esteso si può rintracciare al link https://cmns.umd.edu/news-events/news/scientists-track-lightning-pollution-real-time-using-nasa-satellite

Ultimo aggiornamento

11 Settembre 2025, 16:35