Tumore alla prostata, la prevenzione all’IRCCS Bonino Pulejo Piemonte di Messina

Data:
28 Settembre 2025

Tumore alla prostata, la prevenzione all’IRCCS Bonino Pulejo Piemonte di Messina

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Un semplice prelievo relativo al valore Psa e una visita urologica possono aiutare a individuare precocemente la presenza di un tumore alla prostata che spesso resta per molto tempo asintomatico o quasi. Presso il P.O. Piemonte dell’IRCCS Bonino Pulejo di Messina è attivo il PDTA (percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale) per il tumore della prostata.

Tumore alla prostata

L’attivazione del PDTA, fortemente voluta dalla Direzione Strategica dell’Istituto, composta dal Direttore Generale, Dott. Maurizio Lanza, dal Direttore Scientifico, Prof. Angelo Quartarone, dal Direttore Sanitario, Dott. Marcello Nucifora, e dal Direttore Amministrativo Dott.ssa Avv. Maria Felicita Crupi, è frutto della collaborazione di una equipe multidisciplinare e comprende le visite ambulatoriali, il dosaggio ematico del Psa, la risonanza magnetica della prostata multiparametrica, la biopsia prostatica fusion, effettuata in collaborazione tra l’ Unità Operativa di Urologia Diretta dal Dr. Antonio Rosario Iannello e l’Unità Operativa di Radiologia diretta dal dott. Carmelo Anfuso. In caso di diagnosi di tumore alla prostata, l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale (asportazione della prostata) viene effettuato tramite chirurgia robotica con il sistema Robot Da Vinci modello XI, utilizzato in maniera routinaria da circa sette anni presso l’Urologia dal dott. Iannello che vanta una esperienza oltre decennale con i precedenti modelli Robot Da Vinci maturata presso la Divisione di Urologia dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. Dai dati estrapolati dal registro tumori, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia nell’uomo 40.192 nuovi casi di tumori prostatici, dati preoccupanti in quanto è divenuto, nell’ultimo decennio, il più frequente nella popolazione maschile dei paesi occidentali seguito da quelli relativi al tumore del polmone, del colon retto e della vescica. Solo nel nostro paese vivono più di 485mila individui con questa patologia. «Le cause – evidenzia il dott. Iannello -, ancora ad oggi, non sono del tutto chiare.

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Al contrario, sono stati individuati due fattori di rischio: la familiarità e l’età. Nel primo caso, è importante per coloro che abbiano un parente di primo grado che abbia manifestato la neoplasia (come il padre o un fratello) effettuare dei controlli con regolarità. Allo stesso modo, la possibilità di ammalarsi aumenta sensibilmente dopo i 50 anni di età, motivo per il quale è necessario porre particolare attenzione alla prevenzione». Oggi il 90% dei casi viene individuato ai primi stadi, quando il carcinoma è localizzato e non ha ancora dato metastasi proprio grazie al test del Psa, un semplice esame del sangue, che può consentire una diagnosi precoce insieme alla valutazione urologica.
Fondamentale quindi l’attività di sensibilizzazione che viene portata avanti in particolare in occasione del mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore prostatico.
Per i pazienti con malattia localmente avanzata o nel caso sia richiesta, presso l’IRCCS é attiva anche la collaborazione con le Divisioni di Radioterapia e Oncologia degli altri nosocomi cittadini.
«Le stime italiane – sottolinea il dott. Iannello – parlano dell’1% circa in più ogni anno dei casi di tumore alla prostata, tale da superare il tumore della mammella nelle donne; da qui l’importanza di fare prevenzione perché ancora troppi uomini sottovalutano i rischi. La prevenzione del tumore alla prostata include la prevenzione primaria attraverso una dieta sana ed equilibrata, attività fisica regolare, mantenimento di un peso corporeo adeguato, limitazione di alcool e fumo, e la prevenzione secondaria attraverso controlli medici regolari a partire dai 45anni a seconda dei fattori di rischio personali. I dati più aggiornati – conclude Iannello – sono piuttosto confortanti in quanto la metà dei cittadini che oggi si ammalano è destinata a guarire, ma gli uomini, a differenza delle donne, fanno meno prevenzione; è fondamentale investire in prevenzione per aiutare i pazienti a superare la ritrosia e fissare una visita specialistica urologica per discutere della salute della prostata e di altre problematiche maschili».

Ultimo aggiornamento

27 Settembre 2025, 10:04