Carlino Mezzolitro e l’uomo felice

Data:
13 Ottobre 2025

Carlino Mezzolitro e l’uomo felice

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di Francesco Certo

carlino

Carlino Mezzolitro era infelice. Non aveva nessun motivo per non esserlo.
Povero in canna, viveva in una misera casa con un unico conforto un piccolo
Giardino, odiava profondamente il suo ”datore di lavoro” (lavoro per modo di
dire) e…
Ma uno dice ”Quello è un supereroe del bene, quello deve essere felice per forza.”
Ma le persone del bene che ne sanno? Il bene ha il sapore amaro della solitudine,
gli amici che ti prendono in giro, i nemici che ti odiano per i risultati raggiunti,
gli indifferenti che non capiscono perché lo fai…
E mentre meditava tristemente sulla sua malasorte, eccola lì, come
l’agente delle tasse, quella voce stridula del Vecchio detto il Saggio,
causa del suo stato, origine dei suoi mali.
Al telefono.
-Carlino, Carlino, ancora un’emergenza, tu solo puoi! Corriiii!-
Con l’entusiasmo che potete immaginare si portò in Via dei Sogni al
Numero che ne so.
Arrivo più triste e infelice che mai!
-Caro, caro, caro, non manchi mai il tuo appuntamento con il Bene!
Una tragedia, un mio caro amico, uno dei più felici, Giocondo de Frivolis
è triste!-
-Giustizia è fatta!- Pensò tra sé e sé il nostro eroe, ma disse.
-Beh,che sarà mai? Un bravo psicologo e via…
-Eh no, mio caro Carlino, si vede che tu non conosci Giocondo…
Sì, Giocondo di nome e di fatto… ora piangeva al telefono, vai, vai cavaliere
del Bene!
-Eh va be’, se proprio debbo.
E cosi il nostro eroe, più triste che mai, partì per questa nuova avventura.
L’indirizzo!? Facile! Via della Felicità al numero Qui si ride.

Ma al citofono rispose un uomo che singhiozzava: non poteva non essere lui.
Entrò nella casa mentre Giocondo de Frivolis asciugava le lacrime con un enorme
fazzoletto umido, che dico umido inzuppato.
La casa era piena di festoni colorati, un enorme salone con tanto di casse potenti
e altissime e…cosa incredibile…un vero e proprio parco giochi al chiuso con tanto
di giostra e altalene. Carlino Mezzolitro era perplesso anche perché il salice piangente
aveva sicuramente oltre settant’anni. Malgrado i pianti, non era magro come un salice,
anzi, era ben messo a pancia che si faceva largo nel maglione griffa beige….
In testa un parrucchino nero stralaccato, ai piedi due Hogan da mille euro e un volto
tondo, due occhi piccoli e umidi perlappunto.
Sprofondato sul sofà in atteggiamento lussuoso.
-Caro Carlino, io non so cosa mi è successo…io…ricco.., dalla nascita, senza moglie,
solo amanti…senza figli…senza problemi…. senza problemi…solo amici, tanti, tanti
amici, ricchi come me…e feste e festini…e le serate passate a ballare, cantare…
e le cene di beneficienza …-
Suonò il citofono, era Evelina Contessina Del Pero, Del Melo, Del Fico secco e chissà
di che altro ancora. Entrò nella sala con la boria di una nobiltà secolare.
Cappellaccio con tanto di piume multicolor, rossetto a più non posso,
abito lungo di seta blu elettrico, collane di perle senza fine, una voce
suadente e gioiosa.
-Caro Giocondo, è arrivato l’amico del Vecchio detto il Saggio…che bel
ragazzo…anche se…tu non hai bisogno di niente e nessuno…ci pensa
la tua Contessina Evelina…ho un programmino per oggi…
ore 16 karaoke dal Duca Cuccurullo.
ore 19 aperitivo dalla prof. Elena Marullo
ore 21 cena di beneficenza dalla baronessa De Lietis Magistri,
per aiutare i poveracci…insomma non staremo un attimo, tanta allegria…

Ma non ebbe il tempo di finire, che una cascata di lacrime di Giocondo
inondò il pavimento con disappunto della nobildonna che vide le sue
scarpe di alta moda inzupparsi.
-Ma Giocondo! Ma che fai? La tua Evelina ti offre tutto questo e tu, tu, tu…
piangi? La vita è bella, fatta di balli, pettegolezzi, leggerezza.
-Bastaaaaa! Non ti sopporto più!!!!E lei Carlino, la prego, mi aiuti, mi salvi!
Fu un attimo, il nostro eroe alzò il gomito, bevve il mezzolitro e…sorpresa
(anche per l’autore) non guardò il de Frivolis, ma mirò con forza la Contessina.
Lei urlò, la cristalleria vibrò, i pavimenti si increparono e… Evelina di divenne
polvere che una finestra con la complicità dello scirocco portò via…
-E ora, che sarà di me?

  • Non si preoccupi, ci penso io!
    Chiamò la Fata Turchina che per l’occasione si fece prestare il tappeto magico da
    Aladino e i tre, insieme andarono dai senzatetto della Stazione, dai bambini ammalati
    negli ospedali, dalle famiglie misere…
    Portando aiuto, carezze, tenerezza.
    Giocondo, piangeva, si, ma per la gioia… tornò nell’enorme casa. Si racconta che, proprio lì,
    fondò una casa famiglia per i poveri. Dicono che fu chiamata la Casa di Carlino.
    Ma, ora, torniamo a noi…infatti a proposito di tornare, l’eroe tornò dal Vecchio
    detto il Saggio.
    -Caro, caro, caro hai vinto!
    -Ho vinto l’inutile, la pochezza, l’ipocrisia.
    Gli uomini hanno un senso solo se aiutano altri uomini.

Ultimo aggiornamento

12 Ottobre 2025, 15:26