La storia di Sagawa Masato – Il padre del magnete al neodimio

Data:
22 Ottobre 2025

La storia di Sagawa Masato – Il padre del magnete al neodimio

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Più volte preso in considerazione per le proprie ricerche non è mai riuscito a centrare l’obiettivo del Nobel, nonostante le sue ricerche abbiano apportato importanti soluzioni a tecnologie di uso quotidiano. Sagawa Masato, l’inventore del magnete permanente più potente mai realizzato, il magnete al neodimio.
La sua creazione ha rivoluzionato la tecnologia moderna, trovando impiego in smartphone, condizionatori d’aria, computer e veicoli elettrici, e contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della società informatica contemporanea. Ma dietro questa invenzione rivoluzionaria c’è la storia di un uomo che ha saputo unire tenacia, curiosità e spirito indipendente.


Masato Sagawa

Sagawa Masato

Le radici di una vocazione
Masato Sagawa nacque nel 1943 nella prefettura di Tokushima, in Giappone. Da bambino sognava già di diventare scienziato. Nel 1949, quando il fisico Hideki Yukawa vinse il Premio Nobel, suo padre gli spiegò la notizia apparsa sul giornale: quell’episodio accese in lui un sogno che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. “Da grande voglio diventare uno scienziato e vincere il Premio Nobel”, disse allora.
Durante gli anni del liceo ad Amagasaki, nella prefettura di Hyogo, la passione per la scienza crebbe naturalmente. Su consiglio di un insegnante, decise di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Kobe, dove iniziò il suo percorso accademico.
Oltre allo studio, Sagawa trovò nell’atletica leggera un’altra passione. Anche se il suo record nei 400 metri non fu eccezionale, imparò l’importanza della disciplina e della resistenza, qualità che avrebbero segnato la sua carriera di ricercatore.


Dall’ingegneria elettrica ai materiali magnetici
Inizialmente Sagawa si specializzò in ingegneria elettrica, ma durante gli anni del master i suoi interessi si spostarono progressivamente verso l’ingegneria dei materiali. Terminato il master, proseguì gli studi alla Graduate School of Engineering dell’Università di Tohoku, dove nel 1972 conseguì il dottorato in ingegneria metallurgica.


Dall’accademia all’industria – e l’inizio di una leggenda
Dopo il dottorato, Sagawa lasciò la carriera accademica e entrò alla Fujitsu Ltd., dove si dedicò alla ricerca sui materiali magnetici. Lavorare in azienda, racconta, gli insegnò il valore degli obiettivi chiari e delle scadenze concrete.
Cinque anni dopo il suo ingresso, ricevette un incarico che avrebbe cambiato la storia: sviluppare una “calamita che non si rompe”. Nonostante non avesse mentori o esperienza diretta nel campo, si immerse in esperimenti indipendenti, spesso, da buon giapponese, portati avanti nel tempo libero.
All’epoca, i magneti più potenti erano quelli al samario-cobalto, ma il costo e la scarsa reperibilità del cobalto rendevano urgente trovare alternative. Sagawa cominciò a chiedersi se fosse possibile utilizzare il ferro, un materiale abbondante e economico. Gli esperti ritenevano impossibile realizzare un magnete permanente a base di ferro, ma la sua curiosità lo spinse a sperimentare comunque.
Nel 1978, durante una conferenza a Tokyo, sentì un ricercatore affermare che “se si potesse aumentare la distanza tra gli atomi di ferro, un magnete permanente sarebbe possibile”. Quella semplice frase gli fece scattare un’intuizione: legando il ferro a elementi con piccoli raggi atomici, come boro o carbonio, si sarebbe potuta modificare la struttura cristallina e ottenere il risultato desiderato.


magnete al neodimio

La nascita del magnete al neodimio
Dopo numerosi tentativi e la mancanza di sostegno interno, Sagawa decise di scrivere una lettera alla Sumitomo Special Metals Co. (oggi Proterial Metals Ltd.), che accolse con entusiasmo la sua idea. Entrò a far parte dell’azienda e, nel 1982, completò la creazione del magnete al neodimio-ferro-boro (NdFeB).
L’invenzione rappresentò una vera svolta: il neodimio, fino ad allora poco considerato, si rivelò l’elemento chiave per produrre il magnete permanente più potente mai realizzato. Grazie al lavoro di squadra e ai miglioramenti nei processi industriali, nel giro di tre anni la Sumitomo riuscì a produrlo su larga scala.


Un impatto globale
Oggi, il magnete al neodimio è parte integrante della vita moderna. I motori più piccoli e leggeri di computer, condizionatori e veicoli elettrici esistono grazie alla sua scoperta, che ha contribuito anche a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.
Per i suoi contributi, Sagawa ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Japan Prize (2012), il Queen Elizabeth Prize for Engineering (2022) e l’European Inventor Award.
Eppure, nonostante il successo, non ha mai smesso di guardare avanti. Alla guida della NDFEB Corporation e collaborando con Daido Steel (Aichi), continua a lavorare sul miglioramento della resistenza al calore dei magneti al neodimio, spinto dalla stessa curiosità che lo animava da giovane.


Il valore dei giovani e del pensiero libero
Sagawa è convinto che le grandi innovazioni nascano dalla giovinezza e dal coraggio di pensare diversamente:
“I ricercatori guidano l’innovazione quando sono giovani. Invecchiando, puntano al massimo.”
Oggi incoraggia università e istituti di ricerca a sostenere le nuove generazioni, ricordando che anche le idee più audaci meritano fiducia. Ai giovani scienziati consiglia di non farsi intrappolare dalla logica esistente, ma di valorizzare il pensiero astratto e la libertà creativa.
Così, il ricercatore che una volta osò mettere in discussione il “buon senso” scientifico continua a ispirare nuove menti, lasciando in eredità non solo una scoperta straordinaria, ma anche un modo di pensare: la scienza nasce dal coraggio di immaginare l’impossibile.

Ultimo aggiornamento

21 Ottobre 2025, 16:08