Una ricerca sugli animali ha identificato Lac-Phe riduce l’appetito nei topi attraverso l’inibizione dei neuroni AgRP

Data:
16 Ottobre 2025

Una ricerca sugli animali ha identificato Lac-Phe riduce l’appetito nei topi attraverso l’inibizione dei neuroni AgRP

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Una ricerca svela il meccanismo con cui la molecola Lac-Phe limita l’alimentazione, aprendo strade a possibili terapie contro l’obesità.

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Negli ultimi anni, comprendere i meccanismi biologici che regolano l’appetito e l’assunzione di cibo ha assunto un ruolo fondamentale nella lotta contro l’obesità e i disturbi metabolici. Un recente studio pubblicato su «Nature Metabolism» ha identificato il composto Lac-Phe come un nuovo regolatore dell’appetito nei topi, scoprendo come agisce direttamente su specifici neuroni cerebrali per indurre ipofagia, cioè una riduzione volontaria della quantità di cibo consumata.

Che cos’è Lac-Phe?

Lac-Phe (N-lactoyl-phenylalanine) è una piccola molecola che si forma naturalmente negli organismi, soprattutto durante l’esercizio fisico. Studi precedenti avevano già suggerito che i suoi livelli aumentano in seguito all’attività motoria intensa.

Nel nuovo lavoro, gli scienziati hanno somministrato Lac-Phe a topi da laboratorio osservando una marcata diminuzione dell’appetito. La molecola sembra agire rapidamente, riducendo la quantità di cibo ingerita senza alterare altri aspetti del comportamento animale, come la locomozione o l’ansia.

Il ruolo chiave dei neuroni AgRP

Il meccanismo alla base di questo effetto è stato indagato approfonditamente. Al centro dello studio vi sono i neuroni AgRP (neuropeptide Y/agouti-related peptide), già noti per orchestrare l’aumento della fame quando vengono attivati.

Attraverso registrazioni elettrofisiologiche e tecniche di manipolazione genetica, i ricercatori hanno osservato che Lac-Phe esercita una potente inibizione sull’attività neuronale dei neuroni AgRP nell’ipotalamo, la regione cerebrale deputata al controllo energetico. Questa inibizione porta quindi a una riduzione del desiderio di cibo.

Esperimenti controllati e risultati

L’effetto ipofagico di Lac-Phe nei topi è stato verificato sia in animali normali sia in modelli obesi e non si è accompagnato a evidenti effetti collaterali comportamentali. Inoltre, è stato notato che l’inibizione dei neuroni AgRP da parte di Lac-Phe è selettiva, confermando la sua potenziale sicurezza in caso di traduzione futura sull’uomo.

«I nostri risultati suggeriscono che Lac-Phe potrebbe rappresentare un nuovo bersaglio molecolare per lo sviluppo di farmaci anti-obesità», affermano i ricercatori nel loro articolo.

Prospettive future

Sebbene il lavoro sia stato svolto nei topi, la rilevanza traslazionale è alta, poiché i circuiti cerebrali e i regolatori dell’appetito sono in parte conservati nell’uomo. Sarà necessario svolgere ulteriori ricerche per capire se Lac-Phe possa essere sfruttato per controllare l’obesità e altre patologie legate all’eccesso di peso.

L’idea di poter agire selettivamente su neuroni chiave per limitare l’assunzione di cibo, senza effetti collaterali importanti, apre nuove possibilità per terapie più efficaci e sicure, soprattutto in tempi in cui l’obesità rappresenta una delle sfide sanitarie maggiori a livello mondiale.

Conclusione

La scoperta del ruolo di Lac-Phe nell’inibizione dei neuroni AgRP rappresenta una svolta per la comprensione dei meccanismi alla base del controllo dell’appetito. Se i risultati dovessero essere confermati anche nell’uomo, potremmo presto assistere all’avvento di nuovi trattamenti mirati contro l’obesità, ispirati dal funzionamento delle naturali molecole prodotte dal nostro corpo.

L’articolo completo si trova al link “https://www.nature.com/articles/s42255-025-01377-9”

Ultimo aggiornamento

15 Ottobre 2025, 09:11