Benessere sessuale, generazioni di uomini a confronto:4 uomini su 5 faticano a parlare dei propri problemi sessuali

Data:
9 Novembre 2025

Benessere sessuale, generazioni di uomini a confronto:4 uomini su 5 faticano a parlare dei propri problemi sessuali

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In occasione del lancio in Italia della nuova formulazione orodispersibile (ODF) di Viagra®, Viatris, azienda globale che opera nell’ambito della salute, ha voluto indagare come gli uomini italiani vivono oggi la propria salute e in particolare il proprio benessere sessuale.

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I risultati della survey, condotta in collaborazione con IQVIA da luglio a settembre 2025 su un campione di 1.000 uomini tra i 18 e i 70 anni, raccontano un Paese fatto di luci e ombre quando si parla di approccio alla propria salute sessuale: se da una parte cresce l’attenzione al benessere generale e viene riconosciuta l’importanza della sfera sessuale, dall’altra persistono imbarazzo e difficoltà a chiedere aiuto in caso di problemi sessuali, come ad esempio la disfunzione erettile. Emergono, inoltre, differenze significative tra le diverse generazioni[1].

La fotografia che emerge dall’indagine mostra uomini profondamente diversi nell’approccio alla salute e al benessere sessuale. I giovani della Gen Z appaiono più aperti al dialogo sulla sessualità e si attivano immediatamente in presenza di un problema in ambito sessuale, ma preferiscono parlarne con amici e familiari prima di affidarsi a un clinico. I Millennials sono più attendisti: non si muovono ai primi sintomi e rimandano il confronto con il medico, ricercando anch’essi soluzioni autonome o parlandone con il partner o gli amici. Gen X e Boomer, infine, sono meno attenti alla prevenzione, ma più inclini nel rivolgersi ai primi sintomi al medico di base o allo specialista.

I problemi sessuali sono ancora un tema difficile da affrontare

Un uomo su due dichiara di impegnarsi a mantenersi in buona salute, adottando stili di vita sani. Questa sensibilità è particolarmente marcata tra i più giovani, più inclini a seguire abitudini salutari. Quando si guarda alla sfera più intima, però, il quadro che emerge è fatto di contrasti.

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Sei uomini su dieci riconoscono che la sessualità è fondamentale per la vita di coppia e per l’autostima, eppure quasi la metà (45%) degli intervistati non si sente soddisfatta del proprio benessere sessuale. I giovani appaiono meno inclini a considerare determinante questo aspetto, mentre gli uomini di mezza età e over 60 lo ritengono più importante per la propria qualità di vita, pur ammettendo che con il passare degli anni la soddisfazione sessuale possa diminuire.

Parlare dei problemi sessuali resta in generale ancora difficile per gli uomini italiani. Nonostante se ne riconosca l’importanza, quattro uomini su cinque non si sentono a proprio agio nel condividere con qualcuno le proprie difficoltà in questo ambito. È interessante notare che la Gen Z sembra più disinvolta e aperta nel dialogo sulla sessualità, ma quando il problema diventa concreto emergono insicurezze e fragilità che rendono difficile il confronto con il medico.

Le barriere nel dialogo con il medico

Solo un uomo su cinque si attiva subito ai primi sintomi di un problema sessuale. Questo atteggiamento si differenzia nettamente a seconda delle generazioni: i più giovani mostrano più proattività, dichiarandosi pronti ad agire subito in caso di problemi sessuali, ma tendono a cercare di risolvere il problema da soli, chiedendo consigli informali ad amici e familiari. I Millennials si affidano agli stessi interlocutori, oltre al mondo online, ma solo alla comparsa di sintomi più importanti o evidenti. La Gen X e i Boomer, invece, attendono che il problema diventi persistente per rivolgersi poi direttamente ad esempio al medico di medicina generale – primo punto di riferimento per il 52% degli intervistati, soprattutto al Centro e al Nord – o allo specialista (35%), con una prevalenza al Sud.

L’indagine conferma le barriere culturali e psicologiche nel dialogo medico-paziente anche sui temi legati alla sessualità: sei uomini su dieci dichiarano di provare disagio ad affrontare l’argomento con un medico. Tra i motivi prevalgono imbarazzo e vergogna (33%), la paura del giudizio (24%) e la difficoltà a trovare le parole giuste (12%). Quest’ultima, insieme al timore di essere percepiti come deboli o fragili, è più frequente nei giovani, mentre tra gli uomini più maturi pesa la scarsa abitudine a rivolgersi a un medico per problemi intimi (23%).

L’età influenza anche la tipologia di specialista a cui ci si rivolge. Se le generazioni più in là con gli anni prediligerebbero l’urologo o l’andrologo (1 su 2), circa 1 su 3 tra i rispondenti più giovani sceglierebbe di rivolgersi a uno psicologo, a conferma della maggiore apertura delle nuove generazioni verso il proprio benessere mentale.

Ultimo aggiornamento

8 Novembre 2025, 08:59