Assistente Infermiere: introduzione sempre più vicina con l’approvazione del Piano strategico nazionale da parte delle Regioni

Data:
6 Dicembre 2025

Assistente Infermiere: introduzione sempre più vicina con l’approvazione del Piano strategico nazionale da parte delle Regioni

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Sempre più vicina l’introduzione nei setting di assistenza e cura dell’Assistente Infermiere (AI), la nuova figura professionale istituita dal decreto (DPCM 28 febbraio 2025) a prima firma del Sen. Massimo Garavaglia e dopo anni di impegno e sforzi da parte del Gruppo delle 47 associazioni dei pazienti “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che oggi accolgono con grande soddisfazione l’ennesimo traguardo raggiunto dal progetto. La Conferenza delle Regioni ha approvato il Piano strategico nazionale al cui interno sono definite linee guida, strumenti operativi e cronoprogramma per la concreta attuazione del provvedimento. Il documento operativo è frutto di un lavoro congiunto tra FNOPI, Ministero della Salute, Agenas, Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Conferenza permanente delle Lauree delle Professioni Sanitarie e SIDMI.

Assistente Infermiere

«Tutti noi abbiamo accolto con sincero entusiasmo l’accordo raggiunto dalle Regioni che hanno dato il via libera all’attuazione del DPCM 28 febbraio 2025 che ha istituito il nuovo profilo di Assistente Infermiere; la decisione è in linea con quelli che sono oggi i reali bisogni degli operatori sanitari e dei cittadini – dichiara Annamaria Mancuso, Coordinatrice del Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’ e Presidente di Salute Donna ODV – tutto nasce dal corso di formazione organizzato a L’Aquila dalle volontarie di Salute Donna quattro anni fa, durante il quale era intervenuto il Sen. Massimo Garavaglia e dove si focalizzò l’attenzione sulla endemica carenza di personale infermieristico nelle strutture sanitarie. Tenuto conto delle gravi criticità, cominciammo a buttare giù qualche idea e venne fuori la proposta di creare una figura intermedia tra OSS e infermieri laureati per cercare di colmare questa mancanza.
Il Sen. Garavaglia condivise immediatamente questa esigenza, tanto che il Gruppo si mise al lavoro per abbozzare una proposta di legge condivisa con lui. Gli inizi sono stati difficili, mancava quello spirito favorevole e collaborativo sulla proposta legato a diverse ragioni; soprattutto è stato arduo far comprendere agli infermieri che la figura da noi pensata nulla toglieva alla loro professionalità, competenza e carriera, ma anzi l’assistente infermiere libera da piccole ma necessarie incombenze l’infermiere professionale, consentendo una redistribuzione più appropriata delle loro attività e della presa in carico del paziente. Insomma, una figura intermedia senza nulla togliere agli OSS e agli infermieri. Abbiamo dovuto affrontare una battaglia, come sempre, e l’unico che ha creduto all’idea, ha combattuto fin da subito al nostro fianco e ha abbattuto il muro delle resistenze è stato proprio il Sen. Garavaglia. Riteniamo che l’inserimento graduale di questa figura incrementerà l’occupazione con un beneficio per i pazienti e per una più appropriata allocazione delle risorse sul personale sanitario in cui è impegnato il Governo. È sempre meglio per una governance appropriata investire su personale qualificato italiano piuttosto che su personale estero meno qualificato e con importanti problemi di lingua e diversa formazione».

Ultimo aggiornamento

5 Dicembre 2025, 08:59