Colite ulcerosa e malattia di Crohn: in Sicilia ci convivono tra 22.000-25.000 persone, con numeri in aumento nella fascia d’età pediatrica giovanile adulta. Menzione di merito per l’eccellenza dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti (AOOR) Villa Sofia- Cervello di Palermo
Data:
14 Marzo 2026
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Dalla campagna IO ESCO “passi avanti” verso una cura più personalizzata, umana e innovativa.
Menzione di merito voluta da AMICI Italia e Alfasigma ai professionisti dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (U.O.S.D.) di Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. Il riconoscimento è stato conferito nel corso dell’evento scientifico-istituzionale “Una storia di passi avanti – Personalizzazione, Umanizzazione e Innovazione per i pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn” realizzato nell’ambito della campagna “Colite ulcerosa, IO ESCO” promossa da Alfasigma in collaborazione con AMICI Italia e il patrocinio di IG-IBD.
Il Centro di eccellenza palermitano è stato tra i protagonisti del ‘viaggio’ di IO ESCO attraverso le principali regioni italiane che ha coinvolto pazienti, clinici e i Centri specializzati nella presa in carico e cura della Colite Ulcerosa aderenti alla campagna: veri e propri punti di riferimento in grado di offrire un team multidisciplinare che integra figure e saperi diversificati, ma fondamentali nel viaggio del paziente e operano per migliorare la qualità di vita dei pazienti. La campagna promuove un cambio di prospettiva concreto rispetto a personalizzazione, umanizzazione e innovazione nelle cure, avviando un confronto per un atto di indirizzo politico finalizzato al riconoscimento della colite ulcerosa come patologia cronica complesse.
In Italia almeno 264.000 persone convivono con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) (Crocetti E, et al. Eur J Gastroenterol Hepatol. 2021;33 (1S Suppl 1): e383-e389). Colite ulcerosa e malattia di Crohn sono patologie che colpiscono per lo più i giovani-adulti nel pieno della vita sociale e produttiva, con un impatto drammatico sulla qualità della vita, le relazioni, gli affetti e sull’autorealizzazione del paziente. La quasi totalità (97%) delle persone che convive con una MICI avverte un forte bisogno di ricevere un supporto psicologico. Eppure, più di 2 pazienti su 3 non hanno mai ricevuto alcun tipo di sostegno emotivo. È quanto emerge dall’indagine nazionale SUNRISE, promossa da AMICI Italia, dati confermati da un’altra indagine, promossa da ELMA Research, che evidenzia la carenza di assistenza psicologica e il mancato raggiungimento di un controllo ottimale della malattia.
Ultimo aggiornamento
12 Marzo 2026, 22:00
Messina Medica 2.0