La Pasqua
Data:
8 Aprile 2026
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di Marinella Ruggeri
La Pasqua, è una occasione per meditare sulla vita di un UOMO che a prescindere dal credo, è stato maestro di empatia, proprio perché ha esercitato per tutta la sua vita, questa abilità necessaria a costruire relazioni autentiche ed efficaci, capaci di generare amore.
Davanti all’attuale mistero della morte e della guerra, la croce di Cristo potrebbe sembrare un Non Senso, qualcosa di incomprensibile, e, invece ESSA rappresenta il punto più alto del cammino che parte proprio dalla volontà di accogliere il male senza restituirlo.
La scelta quotidiana di rivolgersi a chi sta nella sofferenza, nelle tenebre della malattia, del trauma, della violenza, della incomprensione, della frustrazione, è una scelta difficile, ma DI SENSO.
L’uomo dei dolori che ben conosce il patire ha il compito di ricordarci che è possibile da servo cercare ancora la vita, abbracciare ancora la missione senza aggressività custodendo piuttosto la mitezza come unica forza.
Il metodo perseguito è all’insegna della vita, e va compiuto senza gridare, senza uscire nelle piazze, senza forza, senza violenza.
Ricercare la vita in mezzo alle tenebre del dolore e della morte.
Eppure sembra che per nulla e invano si combatte, il bene non sembra germogliare, si resta fedeli a qualcosa che non porta frutto.
Questo mondo ci ha insegnato che per ottenere bisogna fare violenza, invece il CRISTO controcorrente, ci propone il silenzio davanti agli schiaffi e agli sputi; quasi come dei folli, o scemi, ci propone di restare fermi davanti al male. Ma a quale scopo se poi il bene seminato non sembra germogliare e si ha la sensazione di girare a vuoto.
Entrando nelle tenebre le cose sembrano non essere comprensibili.
Coloro che vorremmo aiutare reagiscono persino con rabbia, perché chi vive nelle tenebre non sempre accoglie la luce, ma la rifiuta perché la luce mette in risalto ciò che si vuole nascondere, le menzogne, le ambiguità.
La violenza che si abbatte nel mondo è sterminante verso tutti, specie verso gli ultimi, eppure proprio questi, i più piccoli, restano li ad accogliere questo male, senza reagire, in modo innocente.
Davanti al male ci si può arrendere o restituirlo, come nelle guerre, anche nelle ferite quotidiane che segnano le relazioni.
Il male si dilaga perchè si tende a restituirlo. Invece lo spartito musicale a cui si può aderire, è quello del perdono, del silenzio compassionevole, dell’amore nonostante tutto.
Riconoscere negli eventi drammatici, l’occasione concreta di accogliere la voce del bene che sembra sepolto.
Sono il potere ed il benessere a tracciare la direzione del vivere comune mentre, a poca distanza, i più fragili pagano il male stabilito da altri, e le guerre si intensificano.
Il mondo è luogo di sofferenza e morte. Manca Il canto che sappia orientare verso un mondo più giusto.
EPPURE, in questo scenario, ci sono, ancora, schiere di persone che scelgono di dare una voce diversa, un canto discreto che invita a non restituire il male ricevuto, e lo fanno senza imporsi, senza scorciatoie.
Sono uomini e donne normali che si alzano ogni giorno e provano a fare della loro vita qualcosa che non serve solo a loro, ma anche ad altri, si trovano a portare pesi che non hanno scelto; questi non fanno rumore, non occupano la scena, ma grazie a loro, il male non ha l’ultima parola e la storia non si chiude nella violenza.
Se non vogliamo correre il rischio di perderci l’invito della liturgia PASQUALE , altrimenti, ridotto ad un rito formale, possiamo decidere di deporre le armi che ancora stringiamo nelle mani, che anche se non pericolose, sono capaci di svilire e distruggere le nostre relazioni quotidiane. La salvezza non calerà dall’alto, ma solo prendendo sul serio il progetto della mitezza, il percorso di non puntare il dito su un colpevole, partendo da quel NOI che crede ostinatamente nel BENE, e decide di non restituire il MALE.
In questo tempo di guerra e di morte, dobbiamo accostarci con fiducia mettendo la vita a servizio degli altri per dilagare il bene.
Facciamo della nostra vita un canto soave capace di sovrastare le urla che incontriamo sul nostro cammino.
Buona Pasqua!!!
Ultimo aggiornamento
7 Aprile 2026, 19:24
Messina Medica 2.0