Carlino Mezzolitro e l’uomo che non sapeva più scrivere
Data:
6 Maggio 2026
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carlino
Carlino Mezzolitro si credeva uno scrittore, eppure bravo.
Non si poteva permettere il tablet stante la precaria posizione
economica, e allora basta una penna, una bic nera e qualche foglio.
La sua vena poetica lo portava ad alte cime letterarie…
I titoli dei suoi libri…Ecco i principali titoli.
“Come uccidere un vecchiaccio e non fare un giorno di galera”,
“Eliminare un anziano malefico non è reato” e soprattutto
il grande successo, tre copie vendute, ”Vivere senza rotture”.
Proprio mentre stava sistemandoli nella sua piccola e impolverata
biblioteca, ecco la solita angosciante chiamata.
-Carlino, Carlino, una tragedia! Il mio grande amico e tuo collega,
lo scrittore Serafico De Biblios, l’autore dei famosissimi, ”Cent’anni
di compagnia” e “L’insostenibile pesantezza dell’avere” non riesce
più a comporre, neanche due righe sul tablet…da mesi…Vieniii.
Vanitoso. -Beh, se è per aiutare un collega vengo.-
E cosi, in un lampo fu in Via dei Sogni al Numero che ne so.
-Caro, caro, caro allora? Che facciamo?
-Beh, io ne ho sofferto, non riuscii a chiudere il mio ultimo best seller
“Il vecchio morto e sepolto”….
-Ma che titolo, ma dove trovi l’ispirazione?
-Molto vicino a lei!
-Ah…hai fatto la battuta! Bellina!
-E veritiera, dicevo si chiama “blocco dello scrittore”
-No è diverso, lui dice di sentire qualcosa dentro, vai, salvalo.
Questo è l’indirizzo.
-Lo scrittore viveva a Messina, nel centro, in pieno Viale San Martino.
E là andò.
Era un sabato pomeriggio di primavera, pieno di sole.
In Sicilia ce n’è tanto. La frenesia degli acquisti, la rambla
piena, come da tradizione.
Carlino citofonò confuso.
La risposta gentile, la voce rauca e calda.
-Terzo piano.
-Eccolo qui, il mio collega, supereroe del bene…
Mi ha parlato di lei il Vecchio detto il Saggio…
Ora dovete sapere che da una parte gli piaceva essere
chiamato scrittore dall’altra parte era invidioso di Serafico De Biblios
perché lui, i libri li vendeva veramente e si capiva, dalla ricchezza
dell’appartamento.
-Sono qui per lei, perché riprenda a scrivere.
-Ecco, ormai dura da un pò, non ho più idee, mi manca l’ispirazione…
Odio le penne, le tastiere…l’editore mi assilla, ma questo è nulla…
Per me il mio lavoro è tutto, non ho famiglia, solo qualche amico…
La prego, mi aiuti…-
Carlino bevve il mezzolitro d’un fiato e lo fissò intensamente
per molto tempo.
Serafico alla fine pianse.
-Mi dispiace, penso che la sua pozione non funzioni.
-Tornerò.-
E così andò in Via dell’Inventore Pazzo al Numero che mi importa.
Leonard Albert Della Mirandolis sembrava aspettarlo.
-Ehilà, qual buon vento?…Ah, ora vedo…
Tornò dalla cantina più impolverato e spettinato che mai.
-Ecco qua il mio gioiello, il ”Trovaverità”, basta un click
e…arriva…ah, nessuno l’ha mai voluta questa invenzione…
-La prendo in prestito, non si sa mai, andò da Serafico.
Lo trovò che guardava il tablet, avvilito, affranto.
Attivò il marchingegno, lo puntò sullo scrittore e lo scrittore parlò.
-Non voglio, non voglio, non voglio riempire le pagine di questo
computer…non voglio che le mie parole d’amore vaghino
per un mondo dove le donne muoiono per mano dei loro mariti,
dove i bambini muoiono per colpa delle nostre bombe, dove la
vita giace per la nostra voglia di morte…grazie Carlino, ora so
come mi è successo, ora so perché non ho scritto, ora so perché
non scriverò più.
Carlino tornò dal principale.
-Che amarezza, mi ha telefonato, mi ha spiegato …dice che si darà
alla terra, alle piante, ai fiori, al silenzio della natura.
-Già il rumore dell’uomo che uccide donne e bambini…
E quella voglia di morte che strangola la vita.
Francesco Certo
Ultimo aggiornamento
6 Maggio 2026, 00:20
Messina Medica 2.0