Lavoratore, non possono licenziarti per falsa malattia, anche se l’investigatore privato ha delle prove: nuova sentenza
Data:
11 Maggio 2026
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di Concetto Mario Giorgianni
Interessante sentenza di Cassazione che apporta ulteriori chiarimenti per una metodologia di controlli delle aziende sui comportamenti dei lavoratori attraverso l’utilizzo di investigatori privati. La Suprema Corte spesso si è espressa confermando la liceità di tali attività investigative che supportano spesso la decisione del licenziamento del lavoratore sotto osservazione. Questa sentenza pur non stravolgendo l’orientamento precedente pone dei paletti alla sua completa realizzazione. Infatti ha stabilito che le indagini investigative non bastano a smentire il certificato medico senza prove tecniche. La decisione della Cassazione riafferma un principio consolidato secondo cui, nei licenziamenti disciplinari, l’onere di provare la giusta causa grava integralmente sul datore di lavoro. Ciò significa che non è sufficiente fornire meri indizi o elementi sospetti, trasferendo di fatto sul lavoratore il compito di dimostrare la propria innocenza. Un simile approccio, infatti, determinerebbe un’inammissibile inversione dell’onere della prova.Pur riconoscendo che anche le presunzioni semplici possono costituire prova piena, la Cassazione chiarisce che esse devono essere “gravi, precise e concordanti”, in forza di quanto previsto dall’art. 2729 del c.c
Ultimo aggiornamento
4 Maggio 2026, 16:39
Messina Medica 2.0