Le Apnee Notturne: un nemico subdolo

Data:
30 Maggio 2026

Le Apnee Notturne: un nemico subdolo

Views: 113

Per l’apnea nel sonno si intende proprio quell’interruzione del respiro che capita durante la notte e che dura almeno dieci secondi, e rappresenta un problema enorme per la salute pubblica, tanto che possiamo definirla una vera e propria epidemia silenziosa che colpisce un sacco di gente senza farsi notare troppo. Nonostante ci sia sempre più informazione in giro su questo argomento, spesso resta sottodiagnosticata e di conseguenza sottostimata, ma qui la realtà batte di gran lunga la fantasia perché la sua diffusione è davvero impressionante. Uno studio fatto in Svizzera circa dieci anni fa stimava che ne soffre un uomo adulto su due e una donna su quattro, in pratica le apnee nel sonno sono ovunque intorno a noi e ogni giorno incontriamo un sacco di persone che le hanno senza nemmeno saperlo. La carenza di diagnosi dipende anche da difficoltà concrete perché i sintomi dell’apnea, specialmente all’inizio, non sono per niente specifici e questo rende complicata una diagnosi precoce. Il collasso ripetuto delle vie aeree superiori mentre dormi provoca interruzioni parziali o totali della respirazione che durano almeno dieci secondi, a volte anche più di un minuto, e possono ripetersi fino a 60-80 volte ogni ora. Di conseguenza tante persone vivono con questi disturbi notturni senza rendersene conto e questo si riflette pure nella vita di tutti i giorni, rovinando attenzione, lavoro e qualità della vita in generale. Infatti i sintomi spesso vengono sottovalutati e i più comuni sono russare forte e continuo, pause nel respiro notate dal partner, risvegli improvvisi con la sensazione di soffocare, sonnolenza diurna e stanchezza che non passa mai, problemi a concentrarti, irritabilità e cambiamenti d’umore, mal di testa al mattino. Poiché tanti di questi segnali sono generici, non è raro che l’OSAS resti non diagnosticata per anni con effetti negativi seri sulla qualità della vita e sulla salute complessiva. L’obesità è un fattore di rischio importante ma l’apnea ostruttiva può capitare anche a chi ha un peso normale per via di forme anatomiche delle vie aeree, alcol, fumo o abitudini di sonno irregolari. L’interruzione continua del sonno causata dalle apnee crea quei microrisvegli chiamati arousal che mandano all’aria il riposo vero e proprio. Il risultato sono sintomi diurni che spuntano presto come sonnolenza, stanchezza cronica, irritabilità, difficoltà a concentrarti, e pure stress ossidativo, infiammazioni e problemi ai vasi nel cervello e nel cuore con una minore resa sul lavoro e nella routine quotidiana, inclusa la vita sessuale. Quando le apnee durano oltre i 20-30 secondi causano una discesa forte dell’ossigeno nel sangue nota come desaturazione e gli organi vitali tipo cuore e cervello restano senza il loro carburante adeguato finendo per affaticarsi sempre di più e aumentando rischi di aritmie, pressione alta, infarti, ictus e persino morte improvvisa durante il sonno. E non finisce lì perché l’ipossia notturna può peggiorare o far nascere altre cose come resistenza all’insulina, diabete, sindrome metabolica e obesità. Studi recenti indicano pure un possibile rischio maggiore per certi tumori, demenza o altri danni neurologici nel tempo tramite microemorragie nel cervello e lesioni ai vasi piccoli, più comuni in chi ha apnee ostruttive, che rovinano memoria, attenzione e velocità nel pensare. Anche malattie come l’Alzheimer possono peggiorare con la mancanza cronica di ossigeno che allarga i danni nel cervello. Incidenti in auto, a casa o al lavoro possono scattare proprio dalla sonnolenza diurna legata alle apnee. I costi sanitari enormi per questi incidenti stradali dovuti alle apnee includono pure spese sociali come funerali, rimborsi assicurativi e riparazioni alle macchine. A questo si aggiungono i costi per malattie secondarie come ictus e infarti causati dalle apnee. La polisonnografia è l’esame giusto per diagnosticare questa roba perché registra durante il sonno parametri fisiologici chiave. Oggi ci sono apparecchi portatili come poligrafi e dispositivi con tonometria arteriosa che ti permettono di farla pure a casa rendendo tutto più facile e veloce. Nuovi indici diagnostici vanno oltre il semplice conteggio delle apnee e aiutano a capire le varie forme della malattia, la cosiddetta fenotipizzazione, essenziale per cure personalizzate in stile medicina di precisione. La cura principale è la ventilazione con pressione positiva di notte usando i CPAP, che significa Continuous Positive Airway Pressure, per tenere aperte le vie aeree mentre dormi. Con il CPAP già dalla prima notte puoi vedere cali di pressione arteriosa fino a 10 mmHg e glicemia di circa 10 mg/dl. Ultimamente si integra con altre opzioni per casi specifici come dispositivi mandibolari da odontoiatri chiamati MAD, apparecchi per evitare di dormire sulla schiena, stimolazione del muscolo genioglosso o persino chirurgia. Ci sono pure test su nuovi farmaci per le apnee oltre a quelli per la sonnolenza diurna. L’errore comune quando curi aritmie o ipertensione è ignorare la causa vera e se non la tratti perché non l’hai individuata il quadro peggiora col tempo. Non tutte le apnee sono uguali di gravità e si classificano con l’indice AHI che conta apnee e ipopnee per ora di sonno. L’apnea è stop totale o riduzione del 90% del flusso respiro mentre l’ipopnea è calo del 30% con desaturazione o arousal. La CPAP di solito va bene e chi ha problemi può provare i MAD dall’odontoiatra o in casi estremi la chirurgia per questioni anatomiche ma le linee guida europee e americane mettono sempre la CPAP al primo posto. Per capire l’impatto sociale pensa che molti incidenti stradali da colpi di sonno dipendono dalle apnee portando a una direttiva europea che limita il rinnovo della patente per chi ha OSAS.

Ultimo aggiornamento

29 Maggio 2026, 17:12