Fibromi ed Endometriosi, aggiornamenti dalla Mayo Clinic
Data:
13 Giugno 2026
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Endometriosi e fibromi uterini sono tra i disturbi ginecologici che si incontrano più spesso: sono condizioni diverse, ma con alcune zone di sovrapposizione, perché possono entrambe peggiorare la qualità di vita, interferire con la fertilità e dare sintomi che ruotano attorno al ciclo mestruale. Negli ultimi anni, inoltre, sono diventate un campo di forte innovazione clinica e tecnologica, con l’obiettivo di ampliare le possibilità terapeutiche e ridurre il ricorso a interventi demolitivi.
In comune hanno anche il fatto che possono presentare una componente familiare: in alcune donne la predisposizione sembra “correre in famiglia”. E, cosa importante da chiarire, non esiste una prevenzione certa e definitiva per nessuna delle due. Ciò che fa davvero la differenza è riconoscere per tempo i segnali, parlarne presto con il medico e scegliere un percorso personalizzato.
Fibromi uterini (leiomiomi)
I fibromi sono formazioni che nascono nell’utero, più precisamente nel tessuto muscolare (miometrio). Nella grande maggioranza dei casi sono benigni. Possono essere singoli oppure multipli, e le loro dimensioni sono molto variabili: a volte sono così piccoli da non essere evidenti, altre volte crescono fino a occupare buona parte della pelvi o dell’addome, al punto da dare un aumento visibile del volume addominale.
Quando diventano voluminosi non sono “un fastidio da poco”: possono pesare sulla vita quotidiana e condizionare attività, lavoro, sport e relazioni.
Sintomi possibili
Molte donne non hanno sintomi e scoprono i fibromi durante una visita o un’ecografia eseguita per altri motivi. In altre, invece, compaiono disturbi come:
• mestruazioni molto abbondanti, più lunghe del solito o più ravvicinate;
• dolore pelvico o senso di peso al basso ventre, talvolta con mal di schiena;
• necessità di urinare spesso o difficoltà a svuotare bene la vescica (per compressione);
• stitichezza (se la massa comprime l’intestino);
• dolore durante i rapporti.
Quando il volume aumenta molto, alcune donne riferiscono gonfiore persistente, difficoltà a indossare pantaloni come prima e una sensazione di “addome in tensione”. In questi casi i fibromi possono comprimere organi vicini (vescica e intestino) e amplificare i sintomi.
Trattamenti: oggi spesso non si parte più dall’isterectomia
Per molto tempo, di fronte a fibromi importanti, l’isterectomia (rimozione dell’utero) veniva proposta come soluzione principale, con conseguente perdita definitiva della possibilità di gravidanza. Oggi l’approccio è spesso più conservativo: quando possibile si cerca di controllare i sintomi e/o ridurre il volume dei fibromi preservando l’utero e, se desiderato, la fertilità.
Tra le opzioni che possono entrare in gioco (in base a età, sintomi, dimensioni, sede e desiderio riproduttivo) ci sono:
• farmaci che aiutano a ridurre i sintomi e, in alcuni casi, anche le dimensioni;
• procedure mini-invasive che non richiedono grandi incisioni:
o embolizzazione delle arterie uterine (radiologia interventistica): si riduce l’afflusso di sangue ai fibromi, favorendone il restringimento; spesso dimissione in giornata o in tempi brevi;
o ablazione a radiofrequenza: energia mirata per “inattivare” il tessuto del fibroma;
• chirurgia conservativa per rimuovere i fibromi mantenendo l’utero:
o miomectomia laparoscopica o robotica, quando indicata.
Endometriosi
Nell’endometriosi, tessuto simile a quello che riveste internamente l’utero (endometrio) si trova in sedi dove non dovrebbe essere: peritoneo, ovaie, legamenti, setto retto-vaginale e, talvolta, anche in aree extra-pelviche. È una patologia complessa, spesso associata a infiammazione cronica e dolore.
Sintomi più comuni
I quadri possono essere molto diversi da persona a persona. I disturbi riferiti più spesso includono:
• dolore e crampi pelvici (anche intensi), soprattutto durante le mestruazioni;
• sanguinamenti abbondanti o spotting tra un ciclo e l’altro;
• dolore durante i rapporti sessuali;
• dolore durante evacuazione o minzione (in alcune localizzazioni);
• talvolta infertilità.
Non è raro che l’endometriosi venga diagnosticata tardivamente: alcune donne non hanno sintomi evidenti e la diagnosi arriva durante accertamenti per difficoltà di concepimento oppure in corso di interventi eseguiti per altri motivi.
In generale, rispetto ai fibromi, i sintomi dell’endometriosi tendono a comparire prima nella vita riproduttiva. Inoltre, l’endometriosi è associata a un aumentato rischio di alcune forme di tumore ovarico e può contribuire a infertilità.
Trattamento: farmaci e chirurgia, con attenzione alla fertilità
La gestione dipende da sintomi, estensione della malattia e obiettivi della paziente (controllo del dolore, ricerca di gravidanza, qualità di vita). In molti casi si utilizzano:
• terapie farmacologiche per ridurre dolore e attività della malattia;
• chirurgia conservativa per rimuovere lesioni e aderenze cercando di preservare utero e ovaie. Spesso si esegue in laparoscopia e, in alcuni centri, anche con assistenza robotica.
Innovazione e ricerca: diagnosi più semplice e nuove strategie
Sia per fibromi sia per endometriosi, la ricerca sta puntando a:
• migliorare la diagnosi (anche con imaging più mirato);
• rendere i trattamenti più personalizzati e meno invasivi.
Per l’endometriosi, alcuni gruppi di ricerca stanno esplorando perfino l’idea di un vaccino e di tecniche di imaging “potenziate” da molecole che rendano le lesioni più visibili durante gli esami, così da ridurre ritardi diagnostici e interventi inutili.
Un messaggio pratico: “il ciclo non dovrebbe bloccarti”
Un punto chiave è ascoltare il proprio corpo fin dall’inizio della vita mestruale. Segnali come flussi insolitamente abbondanti, cicli troppo lunghi o troppo brevi, assenza di mestruazioni o dolore che limita la vita quotidiana meritano attenzione.
Il ciclo mestruale non dovrebbe costringere a restare a letto, saltare scuola o lavoro o rinunciare alle normali attività. Quando i sintomi impongono cambiamenti concreti nella vita di tutti i giorni, è il momento di parlarne con un medico: non è qualcosa da normalizzare o “stringere i denti e basta”.
L’articolo originaleè rintracciabile al link “https://newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/endometriosis-and-fibroids-expert-explains-advances-giving-women-less-invasive-treatment-options/”
Ultimo aggiornamento
14 Giugno 2026, 15:45
Messina Medica 2.0