Rapporto sull’uso dei farmaci in Sicilia nell’anno 2024

Data:
3 Giugno 2026

Rapporto sull’uso dei farmaci in Sicilia nell’anno 2024

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Il Rapporto sull’uso dei farmaci nella Regione Sicilia per l’anno 2024, elaborato attraverso i dati del sistema OsMed, offre una panoramica estremamente dettagliata e complessa dell’assistenza farmaceutica territoriale e ospedaliera a livello regionale. Questo documento rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere non solo le dinamiche di spesa, ma anche l’appropriatezza prescrittiva e l’evoluzione dei modelli di cura in un contesto regionale caratterizzato da specificità demografiche ed epidemiologiche.
L’analisi della spesa farmaceutica totale in Sicilia evidenzia un trend in crescita, influenzato sia dall’aumento dei consumi che dall’introduzione di nuove terapie ad alto costo, in particolare nel settore specialistico e ospedaliero. La spesa farmaceutica territoriale, che comprende sia quella convenzionata (erogata tramite le farmacie aperte al pubblico) sia quella in distribuzione diretta o per conto, continua a rappresentare la quota principale degli investimenti sanitari regionali. In particolare, la spesa convenzionata mostra una stabilità relativa nei volumi, ma un mutamento qualitativo nella tipologia di farmaci prescritti, con una costante migrazione verso molecole a brevetto scaduto e farmaci biosimilari, che permettono di liberare risorse per l’innovazione.
Un capitolo centrale del rapporto è dedicato alla spesa farmaceutica ospedaliera e agli acquisti diretti da parte delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere. Questa voce di spesa è quella che registra la pressione maggiore, trainata dall’acquisto di farmaci oncologici, immunomodulatori e farmaci orfani per le malattie rare. L’innovazione terapeutica in questi settori è rapidissima e la Sicilia ha cercato di garantire un accesso uniforme ai nuovi farmaci attraverso percorsi di monitoraggio clinico e registri dedicati, cercando di bilanciare la sostenibilità economica con il diritto alla cura più avanzata disponibile.
Entrando nel dettaglio delle categorie terapeutiche, i farmaci dell’apparato cardiovascolare si confermano come la classe a maggiore consumo e spesa nel regime di assistenza convenzionata. La Sicilia presenta tassi di utilizzo superiori alla media nazionale per quanto riguarda gli antiipertensivi, le statine e gli antiaggreganti. Questo dato riflette l’alta prevalenza di patologie croniche legate al rischio cardiovascolare nella popolazione siciliana. Tuttavia, il rapporto sottolinea la necessità di migliorare l’aderenza terapeutica, che in molte aree della regione rimane sotto i livelli ottimali, comportando un rischio di complicanze a lungo termine e un aggravio per il sistema sanitario regionale.
I farmaci per l’apparato gastrointestinale e il metabolismo rappresentano un’altra area di forte impatto. In particolare, il consumo di inibitori di pompa protonica in Sicilia continua a essere tra i più alti d’Italia, sollevando dubbi sulla reale appropriatezza prescrittiva di lungo periodo per queste molecole. Parallelamente, si osserva una crescita significativa nell’uso dei farmaci per il diabete, con uno spostamento verso le nuove classi come gli inibitori SGLT2 e gli agonisti del recettore GLP-1, che hanno dimostrato benefici non solo nel controllo glicemico ma anche nella protezione renale e cardiovascolare.
Il settore dei farmaci del sistema nervoso centrale mostra dati interessanti relativi all’uso di antidepressivi e antipsicotici. Mentre il consumo di antidepressivi è in linea con i trend nazionali di crescita, segnalando una maggiore emersione del disagio psichico e una migliore diagnosi, l’uso di benzodiazepine richiede un monitoraggio attento per evitare fenomeni di abuso o uso inappropriato negli anziani, popolazione particolarmente esposta agli effetti avversi di queste molecole.
Un aspetto critico analizzato dal rapporto 2024 riguarda l’uso degli antibiotici. La Sicilia si conferma purtroppo una delle regioni con il più alto consumo di antibiotici pro capite in Italia. Questo dato è estremamente preoccupante alla luce del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza. Il rapporto evidenzia come gran parte delle prescrizioni avvenga ancora per patologie di origine virale dove l’antibiotico non ha utilità, oppure attraverso la scelta di molecole a largo spettro quando sarebbero preferibili antibiotici mirati. Le campagne di sensibilizzazione e gli interventi di stewardship antimicrobica nelle singole province sono indicati come priorità assoluta per invertire questa tendenza.
L’analisi per fasce d’età conferma che gli anziani sono i principali consumatori di farmaci, spesso in regime di politerapia. Oltre il 60% dei soggetti sopra i 65 anni assume regolarmente più di cinque diverse molecole durante l’anno. Questo fenomeno, se da un lato garantisce la gestione della cronicità, dall’altro aumenta esponenzialmente il rischio di interazioni farmacologiche ed eventi avversi. Il rapporto sollecita i medici di medicina generale a praticare una periodica “deprescrizione”, ovvero la revisione critica delle terapie per eliminare farmaci non più necessari o potenzialmente dannosi nel paziente fragile.
Per quanto riguarda la penetrazione dei farmaci equivalenti, la Sicilia ha fatto passi avanti significativi, ma rimane ancora un margine di miglioramento rispetto alle regioni del Nord Italia. L’uso di farmaci a brevetto scaduto è fondamentale per contenere la spesa farmaceutica convenzionata senza ridurre la qualità delle cure. Il rapporto evidenzia come esistano ancora resistenze culturali, sia da parte della classe medica che dei cittadini, verso il farmaco “generico”, nonostante le garanzie di sicurezza ed efficacia fornite dall’AIFA e dall’Agenzia Europea dei Medicinali.
La distribuzione dei consumi all’interno della regione non è uniforme. Si osservano variabilità significative tra le province, ad esempio tra Palermo, Catania e le aree interne o le isole minori. Queste differenze non sono sempre giustificate da una diversa prevalenza di malattie, ma spesso derivano da abitudini prescrittive locali o da diverse modalità di organizzazione dei servizi farmaceutici aziendali. Il monitoraggio di queste variabilità è uno dei punti di forza del sistema OsMed, poiché permette alla Regione Sicilia di intervenire con audit mirati laddove si riscontrino anomalie nei profili di consumo.
In conclusione, il Rapporto OsMed Sicilia 2024 delinea un sistema sanitario impegnato in una difficile sfida: garantire l’accesso a terapie innovative sempre più costose mantenendo al contempo l’equilibrio finanziario. La chiave del successo per il futuro sembra risiedere nell’appropriatezza prescrittiva, nel potenziamento del monitoraggio dei consumi ospedalieri e territoriali, nell’incremento dell’uso di biosimilari ed equivalenti e in una lotta serrata all’abuso di antibiotici. La digitalizzazione della sanità e l’integrazione dei dati delle ricette elettroniche con le cartelle cliniche dei pazienti rappresentano la frontiera tecnologica che permetterà una gestione ancora più raffinata ed efficace della risorsa farmaco in Sicilia.

Il Rapporto completo è rintracciabile sul sito dell’AIFA al link:
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3610201/Sicilia_Osmed_2024.pdf

Ultimo aggiornamento

28 Maggio 2026, 21:19