Carlino Mezzolitro e il venditore di rose
Data:
8 Luglio 2026
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Carlino Mezzolitro amava i fiori e, in particolare le rose. Come non
avrebbe potuto?
Il profumo così delicato e i petali come seta, in armonia tra loro…In primavera, nel
piccolo giardino di casa, un piccolo e vecchio rosario fioriva.
E lui stava ora a guardare e annusare quel miracolo della natura.
Lui amava le rose, le rose erano i fiori delle mamme e lui la mamma non l’aveva
avuta …
Certo, aveva un papà, quel cardiologo messinese, stupido e presentuoso, con
la mania delle chitarre, della scrittura, che in una sera d’inverno mentre
faceva la ronda per i senzadimora (pure buono è) lo aveva creato.
Lui che stava tranquillo, lì, nel mondo delle fiabe, si era dovuto immischiare
con quell’essere spregevole chiamato uomo.
Pensava questo il nostro eroe…unico conforto, quei fiori, che erano di colore
rosa, come da tradizione.
E mentre si stava risollevando, di nuovo giù, perché ahimè, la solita disastrosa,
incredibile telefonata.
-Carlino, Carlino, emergenzaaaa! Vieni, corri! Un venditore di rose…arriva
e ti racconto.-
Il nostro eroe amava i venditori di rose, così graziosi, quasi sempre cingalesi,
magari piccoli di statura, magari con tanta gente da mantenere nella terra
natia, magari vendendo quelle rose, che si sa, sono di terza scelta, ma si sa
sono le più belle perché aiutano la povera gente.
In un lampo fu in Via dei Sogni al Numero che ne so.
-Caro, caro, caro il tuo nome è carità. Ecco, un mio amico, il cav. Placido Briguglio,
di Curcuraci, un villaggio di Messina, ha detto che un venditore di rose, cingalese,
conosciuto e apprezzato da tutti, Zio Joseph, è in galera al carcere di Gazzi.
Pare sia vittima di un’ingiustizia…-
-Perché non chiamare Perry Mason? Ma mi ha preso un avvocato?
-Un avvocato ce l’ha…ma d’ufficio…e si sa…ma qualcosa non va, vai
fai qualcosaaaa!
-Eh va bene, vado grandissima camurriaaaa!
(Come si vede che sono di origini siciliane).
Lui amava Messina anche se non lo voleva ammettere.
Non c’è niente, è sporca, ma…ma quando arrivava….
Gli si allargava il cuore…lo Stretto, i due mari, i due laghi,
le colline sempreverdi…un paradiso che resisteva all’uomo.
Arrivò nella villetta del Briguglio, mentre citofonava fu ammaliato
dal panorama, Stromboli e i sui fumi, Capo Vaticano e il suo faro,
e, tanto mare azzurro che si confondeva col cielo.
Ma il padrone di casa ruppe l’incantesimo.
-Signor Carlino, la aspettavo…venga, si accomodi…
Il nostro caro Joseph è in galera da sei mesi, ancora aspetta il processo.
Perché? Un sabato sera mentre proponeva le sue rose…dei ragazzi di
buona famiglia (non direi) l’hanno pestato di brutto. Arrivate le guardie,
lui è stato arrestato per calunnie e loro, con i soldi e gli avvocati sono
a casa…la prego, lo aiuti…-
Era una brutta gatta da pelare, rifletté, e chiamò la Fata Turchina.
Due giri di bacchetta magica, tre abracadabra e…l’eroe del Bene
si trovò nella cella di Joseph, nelle vesti del nuovo avvocato difensore,
Carlo de Carlinis con tanto di borsa portadocumenti in cuoio.
L’uomo che aveva davanti era stanco e avvilito, provato dalla galera.
-Sono entrato in quella pizzeria, per lavorare, ero nervoso, avevo venduto
meno fiori del solito…e un gruppo di giovinastri mi ha incominciato
a prendere in giro…uno, grasso e alto, mi ha buttato le rose per terra, io
gli ho detto ”stronzo” e loro, d’un tratto hanno pagato il conto e sono andati via…
Mi aspettavano fuori, i maledetti, e mi hanno gonfiato di botte.
Sono arrivate le guardie, hanno negato, si sono discolpati
a vicenda, e io mi ritrovo un processo per calunnia e falsa denucia.-
Al novello principe del foro non restò che andare in Tribunale…
Il giudice Bianco De Arianis, noto per il suo razzismo, aveva la sentenza pronta…
Gli passò davanti, prima di prendere posto, Carlino fece per bere il mezzolitro,
ma lo fermò.
-So chi è lei, il vino non le gioverà.-
Lesse la condanna per il povero Joseh: tre anni senza condizionale.
Carlino tornò deluso e non ebbe voglia di chiamare l’anziano.
Passò l’inverno e gli uomini aspettavano un’altra primavera, altre rose.
Ma boccioli, in tutta la Terra, non ce n’era.
Il mistero delle rose. Cosi tutti i giorni i telegiornali…
E bla, e bla, e bla, bla, bla…I migliori esperti del mondo a raduno…
Ma niente, i fiori non ne volevano sapere…
Carlino ricevette una telefonata.
-Sono Bianco Arianis, devo parlarle, venga in tribunale-.
E così fu.
-Grazie, per essere venuto…si segga.
Non mi guardi così, lo so è colpa mia… mia moglie non
mi da pace… si, Joseph.. non ha fatto nulla, lo farò scarcerare
domani stesso, ma le rose torneranno?-
Il nostro eroe andò via senza rispondere. Il giorno dopo il poveretto fu
liberato e le rose furono libere di fiorire.
E furono felici i vivaisti e furono felici i fiorai e furono felici
le fidanzate e furono felici le mamme e furono felici le fidanzate.
Carlino Mezzolitro andò dal Vecchio detto il Saggio, anche lui felice.
-Il bene ha vinto!
-No! Il bene non ha vinto. Il vino, i miei occhi non hanno funzionato.
Il giudice razzista ha mollato solo davanti il ricatto della natura, davanti
una forza più forte del suo male…
Perché lottare? Perchè lottare? Perché lottare?
-Il bene vincerà sempre, mio Carlino, fino a quando avrà la voglia di lottare.-
Lo abbracciò forte…. il nostro eroe pensò di non odiarlo poi così tanto.
Francesco Certo
Ultimo aggiornamento
7 Luglio 2026, 23:12
Messina Medica 2.0