Carlino Mezzolitro e il povero con il pappagallo sulla spalla

Data:
19 Settembre 2026

Carlino Mezzolitro e il povero con il pappagallo sulla spalla

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carlino

Carlino Mezzolitro amava gli animali. Come non avrebbe potuto?
Per scelta, non ne aveva di proprietà: come avrebbe potuto?
Erano tutti suoi, infatti.
Il piccolo giardino della casa era un giro di cani, gatti, topini, lucertole
alla ricerca di un po’di cibo (molto difficile date le ristrettezze economiche
del nostro eroe), e tante carezze (quelle non mancavano mai).
Vegetariano (anche perché la carne costa cara), non digeriva
i tanti che, spesso lucrando, trattavano male gli animali.
E proprio mentre stava giocando con Trilli, un gattino, suo fedele fan,
ecco la solita insulsa, sgradevole, spiacevole di lui, si, proprio lui,
voi lettori avete già capito… Il Vecchio detto il Saggio!
-Emergenzaaaa! Emergenzaaa! Emergenzaaa!.-
-E basta!Sembra, un gufo, anzi un gufaccio!
-Non ti chiamo per un gufo, ma per un pappagallo!
-E per un vecchio scemo, giusto?
-Ah, si! La solita battuta ironica! Divertente!
-Perché una battutta? Lei non è un vecchio scemo?
-Ah, mi fai morire dal ridere… andiamo alle cose serie…
Un mio amico, un cardiologo messinese, di bassa fama…
-Chi, quello che scrive schifezze, che strimpella la chitarra,
e si atteggia a commediografo?
-Si, appunto, Francesco Certo!
-Eh, sì, sempre lui in mezzo! Sono suo figlio, illeggittimo!
Se non fosse per lui, io non sarei qui a rompermi con
lei, grandissima camurria, e starei tranquillo nel mondo delle fiabe.

-Scusami, non sapevo, ma ora vieni ti prego.-
Un attimo e si trovò in Via dei Sogni al Numero che ne so.
-Eccolo qui, il nostro eroe e del bene e della gratuità.-
-Avanti, basta con le smancerie, fuori il rospo!
-No rospo, ma pappagallo come ti dicevo. Il cardiologo
è andato in Portogallo e in una località balneare, vicino
Lisbona, Qahsqai, ha visto un uomo di origine slava, alto,
che chiedeva l’elemosina con un pappagallo giallo sulla
spalla… Faceva un sacco di soldi, ma al sole d’agosto e il povero
uccellino sembrava svenire.-
-Uomini maledetti! Sempre a tiranneggiare chicchessia pur
di guadagnare! Non resterà impunito! Turchina a noi!-
La Fata non si fece attendere, qualche orata (non pesce)
e furono sul posto.
L’Oceano faceva il suo dovere. Il caldo era sopportabile,
i turisti impazzavano sul lungomare, una folla in fermento
alla ricerca del souvenir più cretino.
Troppa gente per sperare di vederlo… eppure… invece…
In una traversina quasi all’ombra… Mirko, alto e bruno,
dai lineamenti tipicamente slavi, vestito pesante, malgrado
il clima…e sulla spalla sinistra un pappagallino, gialloverde,
di nome Allegria.
Cantava canzoni della sua terra mentre l’uccellino commentava
“Bravo! Bravo! E quando finiva Allegria diceva ”I soldi! I soldi!”
E il cappello pieno di monete… Poi, d’un tratto, il clima cambiò.
Una cappa di scirocco fece l’aria caldissima, irrespirabile…

Il povero pappagallo, esausto, fece per cadere dalle spalle di Mirko.
Carlino decise di intervenire, afferrò Allegria prima che toccasse il
marciapiede e…
-L’uccellino va dal veterinario e, buon per te, che non muoia.
E tu, tu dai gendarmi, un po’ di carcere non ti farà male. Negriero!
-Mirko.
-Ma io non ho fatto nulla, anzi… Zitto, sta zitto, forse morirà per colpa tua.-
Intanto Allegria si riprendeva, gli occhi aperti e sembrava volesse parlare.
La Fata Turchina, allora, roteò la bacchetta, recitò un a formula magica
che sembrava non finire mai, e Allegria parlò.
-Sto meglio, sto meglio…non ho bisogno di cure e, non fate niente a Mirko.
-Ma lui ti sfrutta, giusto?
-Sbagliato, io l’aiuto e lui aiuta me… Lui mi ha salvato.
Un anno, vivevo in gabbia, in un negozio d’animali.
In prigione, poco cibo, poca luce. Caddi e mi ruppi un’ala e il
carceriere decise di uccidermi, ma di lì, passò un suo amico, Mirko appunto.
Senti la storia e chiese di avermi.
Quel maledetto volle pure dei soldi. Lui è il mio tutto, se mi sveglio
la mattina e vedo il sole lo devo a lui, e se mi sento male per il caldo…
Fa nulla… lui merita questo e altro… Grazie per essere intervenuti, ma non ho
bisogno di voi…ho bisogno di lui.

  • Carlino accomiatò la Turchia a andò dal vecchio.
  • Caro, caro come scusarmi per l’accaduto!? Io… avevo saputo che quel piccolo
    era schiavizzato e rischiava di morire… e invece…
    -E invece quello che sembrava un carnefice l’aveva salvato…un uccellino
    con un’ala rotta… aveva i giorni contati… e invece ha, abbiamo sbagliato.
    Ci siamo fidati dell’apparenze, apparenze più comode perché cariche
    di suggestioni del male… Già, il male degli altri è più facile da ammettere,
    ci fa comodo, ci illude di essere superiori…Le apparenze, guardare senza
    vedere gli sguardi…Le apparenze…
    Un esempio, lei, per l’appunto. A vederlo sembrerebbe una brava persona,
    moralmente irreprensibile, un modello…invece…è un….eppure un grandissimo….
    e soprattutto un…

“Come avrete visto l’autore e la censura sono giunti appena in tempo…
Ah…alla prossima carlinata…un abbraccio Francesco Certo.”

Ultimo aggiornamento

18 Settembre 2026, 23:07