“Copia e incolla”
Data:
21 Settembre 2026
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di Marinella Ruggeri
Marinella Ruggeri
Prima dell’era della intelligenza artificiale, l’utilizzo del copia ed incolla riguardava solo certe procedure in ambito lavorativo o di gestione quotidiana; come ad esempio , copiare un Iban per evitare di sbagliare a trascriverlo, o un codice, o per noi medici, una anamnesi già scritta in precedenza che ci serviva come partenza a cui aggiungere aggiornamenti, o nuovi documenti.
Con l’avvento della intelligenza artificiale, il copia e incolla è un metodo utilizzato costantemente, per le risposte a tutte le nostra domande, creando una dipendenza tecnologica e azzerando la nostra unicità e il nostro pensiero critico.
L’IA riassembla materiale preesistente pertanto i testi prodotti dai modelli linguistici usano schemi ripetitivi, nelle risposte ci possono essere dati falsi non verificati, e le espressioni tipiche impersonali trovate tradiscono l’origine artificiale. Pensiamo di guadagnare tempo e di ottenere senza fatica ciò che ci serve, in realtà quel tempo guadagnato lo abbiamo privato al nostro cervello che solo rendendosi attivo, esplorando, creando ed elaborando, rinnova i suoi domini cognitivi, li allena e non li manda in ferie troppo presto.
Potrebbe essere allora utile non praticare il copia ed incolla totale, ossia seguire un metodo che preveda il controllo da parte nostra.
Ad esempio scrivere una bozza personale, chiedere alla IA di correggere la grammatica, ma alla fine rileggere e personalizzare
Le IA usano attivamente la memoria, influenzate negativamente dalla mancanza di chiarezza del comando
Bisogna usare comandi stringati ed essere formati a sapere come darli, evitando , anche per questa operazione, il copia ed incolla di un comando preconfezionato
Siamo copia-incollatori schiavizzati dalla IA, al suo servizio. La macchina lavora e noi siamo i manovali.
L’IA ci agevola nel copiare ed incollare testi da portare in progetti, in un compito scolastico, in un referto medico, persino, in un consulto di psicoterapia.
Chi lavora ogni giorno con le parole, sia che insegni, sia che faccia ricerca all’università, o scriva per una redazione, si trova ad accelerare per restare al passo con un mondo in sui la scrittura non è più un gesto umano, ma un luogo ibrido in cui convivono idee, strumenti digitali e assistenti intelligenti che producono testi con un semplice comando; quindi siamo davanti a testi perfetti grammaticalmente, precisi, ordinati, ma uguali, in cui MANCA la parte essenziale ossia la traccia della persona che l’ha scritta, la fatica, il dubbio, l’intuizione e persino l’errore, che rende il testo personale.
Pertanto lA ci pone una domanda che va oltre la tecnica, e cioè, cosa significa , ancora oggi, creare qualcosa di “ proprio”?
Ossia i testi ineccepibili che risultano essere copia di una copia sono davvero quello che vogliamo…
La tecnologia offre enormi potenzialità e non va demonizzata, ma bisogna formarsi a saperla utilizzare, e non a subirla passivamente.
Se usiamo l’IA per superare il blocco di una pagina bianca, possiamo anche partire da lì, ma poi dobbiamo darci l’occasione di esprimerci e di mantenere la nostra personalità
Scrivere in modo autentico ci restituisce la Libertà
Ci serve per imparare a pensare, per allenare la mente nello scegliere le parole, nel pianificare il gesto motorio del movimento della mano, nell’esercitare l’integrazione visuo-motoria del coordinamento tra la percezione visiva e la posizione propriocettiva della mano, nel recuperare uno stato interiore, una memoria, frutto di attivazione di un network di regioni cerebrali coinvolte nel nostro scrivere in maniera attiva.
Evitare il copia ed incolla ci consente di esprimere la nostra individualità, di comunicare la nostra verità, di entrare in connessione con noi stessi.
Certamente ci rallenta, ma facendoci vivere un tempo prezioso, con la nostra mente, con il cervello e con le nostre emozioni, cioè un TEMPO con NOI.
La fatica diventa una opportunità
Quindi studiare, ricercare, scrivere, pensare ci restituisce la nostra umanità e ci consente di essere magari a volte sbagliati, ma unici e liberi.
Attenzione, concentrazione, espressione, comunicazione, sono necessari a mantenerci presenti attivamente.
Perché poi, quando le funzioni cognitive le abbiamo fatte riposare per sbrigarci, ci sarà un momento, in cui si vanno a riposare per invecchiamento fisiologico o innesto di distubi neurocognitivi, e ci affanneremo tanto e, a volte, con pochi risultati, per stimolarle e mantenerle ancora attive; allora capiremo che il copia ed incolla ci ha fregati, ma sarà troppo tardi.
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Questo testo, è stato scritto, senza copia e incolla, sarà pieno di errori e banale, ma è autentico e voleva aiutare a riflettere e a prendersi il tempo che NON equivale a perderlo.
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Ultimo aggiornamento
21 Settembre 2026, 17:29
Messina Medica 2.0