Impietoso rapporto OCSE sulle competenze cognitive degli adulti italiani
Data:
17 Marzo 2025
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In Italia, le competenze cognitive degli adulti sono rimaste pressoché stabili tra il 2012 e il 2023, come accaduto in altri Paesi. Tuttavia, questa stabilità non è una buona notizia, poiché il nostro Paese continua a registrare livelli inferiori rispetto alla media OCSE, evidenziando una distanza ancora da colmare.
Questi dati emergono dall’Indagine sulle competenze degli adulti (Survey of Adult Skills), condotta nell’ambito del Programma OCSE per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti (Programme for the International Assessment of Adult Competencies – PIAAC). Il secondo ciclo dell’Indagine, realizzato nel 2023, ha coinvolto 31 Paesi ed economie in tutto il mondo e, per l’Italia, è stato curato dall’INAPP su incarico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Le competenze analizzate dall’Indagine sono fondamentali perché permettono alle persone di affrontare le sfide della vita quotidiana e di partecipare attivamente all’economia e alla società. In particolare, vengono valutate:
• Literacy: la capacità di leggere e comprendere testi scritti.
• Numeracy: la capacità di comprendere e utilizzare informazioni numeriche e matematiche.
• Adaptive Problem Solving: la capacità di risolvere problemi in contesti dinamici e complessi.
Divari territoriali, età, istruzione e genere: i fattori critici
Il livello di competenze varia significativamente all’interno del Paese ed è fortemente influenzato da fattori geografici, anagrafici, educativi e di genere:
• Il divario Nord-Sud: gli adulti che vivono nel Nord e nel Centro Italia ottengono risultati comparabili alla media OCSE, mentre nel Mezzogiorno i punteggi sono nettamente inferiori, abbassando la media nazionale.
• L’età influisce sulle competenze: le persone tra i 55 e i 65 anni registrano i punteggi più bassi, mentre i giovani tra i 16 e i 24 anni ottengono i migliori risultati.
• L’istruzione gioca un ruolo chiave: chi ha conseguito un titolo di studio terziario (laurea o equivalente) ottiene punteggi significativamente più alti rispetto a chi ha solo la licenza media.
• Differenze di genere in numeracy: mentre in literacy e problem solving uomini e donne ottengono risultati simili, nelle competenze matematiche e numeriche gli uomini continuano a superare le donne.
L’Indagine PIAAC aiuta a individuare con precisione le aree su cui intervenire per migliorare il livello di competenze della popolazione adulta italiana.
Natale Forlani (INAPP): serve un intervento per colmare i divari territoriali
Natale Forlani, Presidente dell’INAPP, ha commentato i risultati sottolineando la stretta relazione tra competenze cognitive e sviluppo del Paese:
“I livelli più bassi di competenze si concentrano nelle aree meno attrattive del Paese. Occorre investire per il recupero dei territori del Mezzogiorno”.
I risultati italiani in numeri
Le competenze cognitive degli adulti vengono misurate con un punteggio compreso tra 0 e 500 punti. I dati italiani mostrano un significativo ritardo rispetto alla media OCSE:
Competenza Italia Media OCSE Posizione dell’Italia
Literacy (comprensione dei testi) 245 punti 260 punti Quartultimo posto, seguita solo da Israele, Lituania, Polonia, Portogallo e Cile.
Numeracy (abilità numeriche) 244 punti 263 punti Terzultimo posto, sopra Polonia, Portogallo e Cile.
Adaptive Problem Solving (risoluzione di problemi complessi) 231 punti 251 punti Quartultimo posto, con solo Lituania, Polonia e Cile sotto.
Il ruolo delle regioni e le differenze generazionali
• I residenti nel Nord-Ovest, Nord-Est e Centro Italia raggiungono punteggi medi simili alla media OCSE nella literacy.
• Il Nord-Est ottiene risultati paragonabili alla media OCSE anche in numeracy.
• I risultati negativi del Mezzogiorno trascinano verso il basso la media nazionale, influenzando negativamente il posizionamento dell’Italia nel ranking OCSE.
Un dato positivo riguarda la popolazione giovanile: i giovani tra i 16 e i 24 anni ottengono punteggi migliori rispetto al resto della popolazione e, in numeracy, superano anche i giovani tra i 25 e i 34 anni. Tuttavia, l’indagine evidenzia una forte perdita di competenze con l’avanzare dell’età, un segnale preoccupante per il futuro.
L’istruzione fa la differenza, ma il tasso di laureati è ancora basso
L’Indagine PIAAC conferma che investire in istruzione accresce significativamente le competenze. In Italia, chi possiede un titolo di studio terziario ottiene punteggi più alti rispetto a chi ha solo un’istruzione secondaria superiore o inferiore.
Tuttavia, i dati mostrano che nel nostro Paese:
• Solo il 20% della popolazione tra i 25 e i 65 anni ha un livello di istruzione pari o superiore alla laurea.
• Circa il 38% degli adulti non ha un diploma di scuola superiore.
Donne e STEM: un divario da colmare
Le donne italiane continuano a ottenere risultati inferiori agli uomini nelle competenze numeriche (numeracy). Questa differenza diventa ancora più evidente tra le persone con titoli di studio terziari, ma si annulla tra chi ha studiato materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
La scarsa presenza femminile nei percorsi STEM è legata a stereotipi culturali e rappresenta un ostacolo per la parità di genere nelle competenze matematiche e numeriche, oltre a limitare la crescita complessiva delle competenze in Italia.
Conclusioni
L’Italia continua a registrare livelli di competenze cognitive inferiori alla media OCSE, con differenze marcate tra Nord e Sud, giovani e anziani, uomini e donne.
Per migliorare la situazione è necessario:
• Investire nell’istruzione, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno.
• Favorire l’apprendimento permanente, per evitare il declino delle competenze con l’avanzare dell’età.
• Incentivare la partecipazione femminile ai percorsi STEM, riducendo il divario di genere nelle competenze numeriche.
L’indagine PIAAC fornisce un quadro chiaro delle criticità e delle sfide da affrontare. Il nuovo Rapporto OCSE e il Rapporto INAPP forniranno ulteriori dettagli e indicazioni su come intervenire per migliorare il capitale umano italiano.
Ultimo aggiornamento
16 Marzo 2025, 09:39
Messina Medica 2.0