Gli esseri umani hanno ancora molta strada da fare per comprendere le emozioni di un cane
Data:
14 Aprile 2025
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Vivere con un cane è un’esperienza fatta di scambi continui, soprattutto quando si parla di comunicazione. Non esistendo un linguaggio verbale comune tra uomo e cane, il rapporto si costruisce sulla capacità reciproca di comprendersi attraverso segnali, gesti, sguardi. Spesso pensiamo di capirci alla perfezione: gli diamo un premio, lui ci guarda con gli occhi pieni di gratitudine, scodinzola, prende il biscotto e va a mangiarlo in un angolo. Siamo convinti che ci abbia detto: “Grazie, sono felice”. Ma forse non è proprio così.
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Una recente ricerca condotta dalla Arizona State University, pubblicata il 10 marzo 2025 su Science Daily, mette in discussione la nostra convinzione di saper interpretare correttamente le emozioni del nostro cane. Secondo gli studiosi Holly Molinaro e Clive Wynne, gli esseri umani tendono a fraintendere frequentemente le emozioni del proprio cane, per vari motivi. Il principale? Tendiamo a guardare il contesto esterno, e non il comportamento reale dell’animale.
Il loro articolo, intitolato “Barking up the wrong tree: Human perceptions of dog emotion is influenced by extraneous factors” (link allo studio), descrive due esperimenti nei quali si è indagato come gli esseri umani valutano lo stato emotivo dei cani in base a ciò che accade intorno, piuttosto che ai segnali espressi direttamente dall’animale.
L’esperimento: emozioni fraintese
Nei due esperimenti, i ricercatori hanno mostrato a centinaia di partecipanti dei video in cui alcuni cani reagivano a situazioni ritenute “positive” (come ricevere un premio o vedere il guinzaglio) o “negative” (come essere rimproverati dolcemente o trovarsi di fronte a un aspirapolvere). In alcuni video, il contesto visivo era ben visibile; in altri, era stato eliminato o manipolato. Per esempio, un cane spaventato dall’aspirapolvere veniva mostrato come se stesse reagendo al guinzaglio, e viceversa.
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Ai partecipanti è stato chiesto di valutare quanto i cani sembrassero felici o eccitati.
I risultati sono stati sorprendenti: le persone non osservavano il cane, ma si concentravano sul contesto per valutare il suo stato emotivo. Se un cane riceveva un premio, veniva giudicato felice, indipendentemente dal comportamento reale. Se veniva sgridato, era considerato triste o agitato, anche se il cane mostrava segnali neutri o sereni.
“Le persone non guardano cosa fa il cane,” spiegano i ricercatori, “ma ciò che accade intorno a lui. Interpretano le sue emozioni basandosi sulla situazione, non sui segnali che il cane realmente comunica.”
Ultimo aggiornamento
13 Aprile 2025, 20:44
Messina Medica 2.0