Leishmaniosi. Con i cambiamenti climatici un cane su due rischia di contrarre la malattia. Prevenzione e approccio One Health cruciali per proteggere persone e animali
Data:
8 Aprile 2025
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La leishmaniosi non ha più confini, né nazionali né regionali. La malattia, conosciuta e temuta dai proprietari di cani, è ormai endemica in tutta Italia e lo scenario epidemiologico è in evoluzione anche in Europa. Nel nostro Paese nessuna Regione si salva: sono in forte aumento la diffusione e la distribuzione sia del Leishmania infantum, il parassita causale dell’infezione, che del flebotomo, meglio conosciuto come pappatacio, l’insetto vettore che trasmette la forma infettante al cane e all’uomo. La prevalenza nei cani varia da 1,7% al 48,4%, secondo i dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, ma in alcune Regioni del centro-sud e insulari un cane su due sarebbe esposto al parassita, con una sieroprevalenza che supera in alcuni casi il 50%, e una incidenza annuale dal 9,5% fino al 13,1% in aree endemiche come la Puglia. Nuovi focolai di infezione vengono registrati anche nelle Regioni più settentrionali (Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige) addirittura fino a Bolzano; dal 2019 la leishmania canina (LCan) è stata segnalata endemica in 57 nuovi Comuni del nord Italia (30 in Piemonte, 21 in Lombardia, 4 in Veneto, 2 in Friuli-Venezia Giulia) con 27 focolai di infezione registrati negli ultimi 10 anni.
Come zoonosi trasmissibile la Leishmaniosi, oltre alle implicazioni di clinica veterinaria, ha anche ricadute sulla sanità pubblica ed è in questa prospettiva che esperti di fama nazionale e internazionale, provenienti dal mondo della ricerca, dalle istituzioni sanitarie e dalla medicina umana e veterinaria hanno partecipato a “STOP alla leishmania in 3ACT”, un evento multidisciplinare promosso da Boehringer Ingelheim, organizzato da EV Soc. Cons. e con il patrocinio di ANMVI, tenutosi nei giorni scorsi a Rezzato (BS), per aggiornare e informare gli operatori sanitari sull’importanza strategica della prevenzione di questa malattia. L’attuale allarmante scenario epidemiologico con particolare riferimento al Nord Italia, i protocolli di prevenzione da adottare nella pratica clinica per il cane e nel territorio per il monitoraggio e controllo della popolazione dei flebotomi, la centralità del medico veterinario, figura ‘ponte’ tra salute animale, salute umana e ambientale in un’ottica di One Health i temi principali su cui si sono confrontati gli esperti.
Ultimo aggiornamento
7 Aprile 2025, 19:44
Messina Medica 2.0