Quanto inquina una sala operatoria?
Data:
22 Aprile 2025
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Le sale operatorie, cuore pulsante dell’assistenza ospedaliera, sono anche una delle principali fonti di inquinamento ambientale in ambito sanitario.
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Secondo uno studio pubblicato su Jama in 20 marzo 2025 da un team dell’università di Toronto, questi ambienti utilizzano fino a sei volte più energia rispetto ad altre aree dell’ospedale e producono circa un terzo dei rifiuti ospedalieri. Tra i principali responsabili ci sono i test pre e post operatori, i farmaci, le attrezzature monouso e i gas anestetici, tutti elementi che generano emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita: dalla produzione allo smaltimento.
Negli Stati Uniti, l’assistenza sanitaria contribuisce a circa l’8,5% delle emissioni di CO₂ del Paese, e gli ospedali da soli rappresentano il 36% di questa quota. Per contrastare questo impatto, i ricercatori suggeriscono piccoli ma significativi cambiamenti nella pratica chirurgica quotidiana: ad esempio, evitare esami preoperatori non necessari, ridurre l’uso di materiali monouso, migliorare lo smaltimento dei rifiuti e utilizzare gas anestetici meno dannosi per l’ambiente.
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Molti chirurghi sono già pronti a fare la loro parte. In una revisione di 14 studi internazionali, l’82% dei chirurghi intervistati si è detto disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale. Tuttavia, il cambiamento non è ancora sistematico, anche a causa della scarsa conoscenza su pratiche più sostenibili.
Nel Regno Unito, ad esempio, il Servizio Sanitario Nazionale si è posto l’obiettivo ambizioso di arrivare a emissioni zero entro il 2045. E alcuni risultati fanno ben sperare: tra il 1990 e il 2019, le emissioni del settore sanitario britannico sono già calate del 26%.
Infine, il cambiamento può partire anche da gesti quotidiani: concentrarsi su visite preoperatorie uniche, utilizzare strumenti riutilizzabili, preferire l’anestesia locale o spinale, ridurre i ricoveri inutili e promuovere la telemedicina. Anche l’acquisto di materiali più ecologici e la progettazione di ospedali sostenibili giocano un ruolo fondamentale. La conclusione degli autori è chiara: formare il personale sanitario e promuovere un’azione condivisa è la chiave per un’assistenza chirurgica più green, senza compromettere la qualità delle cure.
https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2831842
Ultimo aggiornamento
20 Aprile 2025, 17:36
Messina Medica 2.0