12 maggio, Giornata internazionale dell’infermiere

Data:
15 Maggio 2025

12 maggio, Giornata internazionale dell’infermiere

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Il 12 maggio 2025, è la giornata internazionale dell’infermiere che, in tutto il mondo, ricorda – soprattutto – valorizza, la figura dell’infermiere da sempre operatore sanitario che, alla professionalità ha – ancor più oggi – aggiunto la solidarietà umana accompagnata alla preparazione professionale.

       L’infermiere/a da sempre sono stati accanto all’ammalato e al medico; per secoli sono stati relegati a un ruolo in cui più che la professionalità, è prevalsa la benevolenza.

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       L’infermiere/a sono stati i curatori del malato e gli esecutori materiali di quanto ha ordinato il medico; dentro e fuori degli ospedali.

       Da anni, in quasi tutte le parti del mondo, agli infermieri vuole essere concesso un ruolo più allargato che si poggia sui cinque anni di formazione universitaria, di cui gli ultimi due, mirati alla specialistica.

       Gli infermieri, con la laurea, diventano Dottori in scienze infermieristiche, hanno il dovere di iscriversi al loro albo professionale, di provvedere all’aggiornamento continuo con stage, master universitari, corsi integrativi, crediti formativi. Restano “infermieri” con mansione assistenziale: sono vicini al malato, ma sono più “padroni” della loro professione. Hanno acquisito la formazione che li porta a passare da esecutori materiali delle prescrizioni del medico, ad operatori della sanita con piena coscienza del loro operare; soprattutto con la degnità del loro ruolo professionale.

       Il Consiglio Internazionale degli Infermieri (International Council of Nurses – ICN) Federazione di più di 130 Associazioni nazionali infermieristiche, che rappresentano più di 13 milioni di infermieri nel mondo, ne riconosce il merito: dal 1965 dedica loro una Giornata che dal 1974 è il 12 maggio a ricordo dell’anniversario della nascita di Florence Nightingale, considerata la fondatrice della moderna assistenza infermieristica.

       Negli ultimi anni, in Europa, 13 Paesi: Spagna, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Norvegia, Polonia, Svezia, Regno Unito e Canton Vaud svizzero – seppur con modalità differenti – attribuiscono agli infermieri la responsabilità di prescrivere farmaci ai pazienti, li mettono nella condizione, anche legale, di integrare le loro funzioni con quelle dei medici. Motivano la decisione con la maggiore offerta formativa universitaria, l’aumento delle malattie croniche, la necessità di implementare il lavoro multiprofessionale.

       Gli americani hanno istituito la figura del caregiver familiare (letteralmente “prestatore di cura”) con la individuazione di infermieri responsabili di un soggetto bisognoso di assistenza e di cura medica che, in ambito domestico, può essere gestito anche con l’adattamento della cura medica, alle necessità.
        In Italia, il loro ruolo resta immutato. Prima o dopo dovrà essere rivisto anche in ragione delle direttive europee. Antonio di Palma in un suo articolo ha scritto: agli infermieri potrebbe essere data la possibilità della “prescrizione diretta di presidi per l’assistenza infermieristica, della quale l’infermiere è titolare e responsabile, ma anche di farmaci, sulla base di protocolli condivisi con gli stessi medici, equiparando gli infermieri che operano nel nostro Paese, allo stesso livello dei loro colleghi all’estero”.

       In Italia, il tema che la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche ha scelto per quest’anno è: “Insieme costruiamo salute”.Un messaggio forte ed inclusivo che richiama l’attenzione sull’importanza del lavoro di squadra e sull’integrazione delle competenze nei contesti sanitari complessi.

Antonino Arcoraci

Ultimo aggiornamento

14 Maggio 2025, 18:13