E il pazzo rubò una stella alla luna

Data:
25 Luglio 2025

E il pazzo rubò una stella alla luna

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di Francesco Certo

luna

E il pazzo rubò una stella alla luna.

 E la luna non si accorse di nulla.

Come avrebbe potuto?

Tante ne erano in cielo!

In quella sera d’agosto.

Ne scelse una a caso, non la più bella, forse la più vicina.

E il pazzo rubò una stella alla luna.

E la diede al sole che bruciava e urlava fra le guerre del mondo.

E il sole la vide, e la baciò.

Che mai nessuno aveva baciato.

Lui, la forza. Lui la violenza.

E il pazzo rubò una stella alla luna.

E la luna se ne accorse e la cercò.

E la trovò tra le braccia del sole.

E il sole quando la vide tremò.

Ma non cedette alla luna.

Tra le sue mani la stella restò.

E il pazzo rubò una stella al sole.

Lo fece di notte, quando il sole dormiva.

Quando aprì gli occhi e non la vide, la cercò lasciando gli uomini al buio.

Per un anno. Un anno senza luce.

Senza il sole.

Che stanco e solo, dopo quell’anno riprese il suo posto.
Ma senza più voglia, senza forza.

E il pazzo aveva rubato una stella alla luna e al sole.

E, i due, la luna e il sole, una volta nemici, diventarono amici.

Lunghe ore nel ricordo di lei, nella speranza disperata di un ritorno.

Pensarla in fondo era come averla.

Pensarla fu per loro consolazione.

E il pazzo visse con una stella rubata alla luna e al sole.

E il pazzo la teneva per sé, negò a tutti quella luce.

E di quella luce, visse, per sempre, per sempre.

E al pazzo chiesero perché di quella stella fosse il padrone, il re, il sire,

e il pazzo rispose che della pazzia è quella stella che si chiama amore.

Ultimo aggiornamento

24 Luglio 2025, 11:50