Invito a“Splendida Matera” 2025

Data:
27 Settembre 2025

Invito a“Splendida Matera” 2025

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Caro collega,
ti raggiungo nel tuo privato, sperando di non essere inopportuna, per invogliarti a partecipare al prestigioso concorso che negli ultimi anni ha dato gioia a molti partecipanti e lustro all’ordine dei medici di Matera. Se hai un saggio, una poesia o un racconto breve nel tuo cassetto dei sogni, è il momento di inviarlo a “Splendida Matera”. Perché farlo?

Il medico più di ogni altro è vicino all’Uomo nella sua interezza fatta di corpo e mente, con le molteplici istanze che coltiva dentro di sé e che ogni giorno sono sotto gli occhi di chi fa cura.
Come qualcuno ha detto prima e meglio di me, la medicina è la scienza più vicina all’arte e l’arte più scientifica conosciuta. Chi si sforza di guardare nell’animo e nella mente di un ammalato, ha più possibilità di accesso alla diagnosi e di conseguenza alla buona cura. Empatia e intuito sono strumenti indispensabili per il medico e per il poeta.
La medicina è nata come emanazione della religione, intessuta nella filosofia e sorella dell’arte in tutte le sue espressioni, fin dal primo apparire della civiltà.
Nell’antica Epidauro si praticava la medicina nel nome di Asclepio, Esculapio in latino, uomo innalzato a dio minore da Zeus.
La medicina, incorporata nella sfera religiosa se ne distacca con Ippocrate di Coo (460-370 a.C.) che ne afferma l’indipendenza dal sacro e dalla filosofia, decretando la divisione della scienza medica in tre branche: chirurgia, diaiteike (cura tramite il cibo) e pharmaka (cura con le erbe).
Ma per molti secoli a seguire la salute fu amministrata da medici sacerdoti, saggi delle tribù e sciamani che guardavano all’interezza dell’Uomo, spesso considerando il “Sogno” parte integrante della cura, come accadeva nei templi dedicati ad Asclepio nel cui nome è contenuta la parola epios “dolcemente”, poiché la sua cura si praticava con dolcezza ed empatia. .
La poesia e la narrativa sono momenti terapeutici sia per il medico che per il paziente, sia per chi legge che per chi scrive.
Ne è un esempio la emergente Medicina Narrativa. Molti medici, anche di fama, hanno praticato contemporaneamente la medicina e l’arte, in particolare letteratura, musica e pittura, a conferma che le scienze umanistiche continuano ad essere per la scienza medica fonte di maggior forza e valore.
Fra i tanti medici che hanno avuto successo in entrambe le professioni mi limito a citarne alcuni:
Albert Schweitzer (1875-1965) medico filantropo, musicista e molto altro; Carlo Levi (1902-1975) medico, scrittore e politico; Archibald Joseph Cronin (896-981) fine scrittore; Arthur Conan Doyl (859-930) padre del famoso Sherlock; Anton Pavlovič Čechov (1860-1904) scrittore e drammaturgo russo;
Francesco Lomonaco (Montalbano Jonico 1772-1810) patriota, scrittore e filosofo italiano; Mario Tobino (1910-1991) psichiatra di fama; Nawal àl-Sa’dawi, psichiatra egiziana che ha subito l’esilio e la prigione per battersi, anche con i suoi libri, contro la condizione delle donne islamiche.
Chiudo citando una frase di Anton Pavlovič Čechov “La medicina è la mia legittima sposa mentre la letteratura e la mia amante: quando mi stanco di una virgola passo la notte con l’altra”.

Ti saluto cordialmente
Maddalena Bonelli presidente del concorso “Splendida Matera

Ultimo aggiornamento

26 Settembre 2025, 09:15