Più risorse con il PNRR ma i risultati LEA del territorio peggiorano
Data:
15 Gennaio 2026
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PNRR - risultati LEA
La medicina territoriale oggi è rappresentata primariamente dalla medicina delle cronicità che, in Italia coinvolge circa il 40,5% della popolazione – 24 milioni di persone – che risulta affetta da almeno una patologia cronica e 12,2 milioni con due o più condizioni. Entro il 2028 la spesa prevista raggiungerà 70,7 miliardi di euro. Nonostante gli ingenti investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rafforzare l’assistenza territoriale, la gestione della cronicità appare residuale e in peggioramento.
Il Piano Nazionale Cronicità (PNC), in attesa di approvazione, presenta criticità significative: manca di finanziamenti dedicati, non ha un cronoprogramma chiaro e lascia fuori diverse patologie. La cabina di regia sembra inattiva da circa un anno. Il sistema sanitario nazionale rimborsa le singole prestazioni senza misurarne gli esiti, rendendo la gestione della cronicità poco attrattiva. Le Regioni sono valutate con un solo indicatore di processo: l’aderenza nello scompenso cardiaco.
I dati demografici evidenziano che il 24% della popolazione è a rischio povertà, mentre il 49% degli over 75 vive in multicronicità con gravi limitazioni. Le patologie più comuni includono cardiopatie (27%), diabete (20%), malattie respiratorie croniche (16%) e tumori (13%). La policronicità colpisce il 25% degli over 65, con maggiore prevalenza tra persone con difficoltà economiche e bassa istruzione.
Nel 2023, cinque Regioni non hanno raggiunto la sufficienza nei Livelli Essenziali di Assistenza distrettuali, e undici hanno peggiorato il punteggio rispetto al 2020. L’implementazione del PNRR procede lentamente: solo un quarto degli ospedali di comunità programmati è attivo, e solo 660 Case della Comunità sono state realizzate su 1723 previste, con meno del 10% dotato di tutti i servizi obbligatori.
I percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) mostrano criticità: l’aderenza ai farmaci per disturbi respiratori è del 51% e per antidiabetici del 23,9%. Solo il 51,3% dei pazienti diabetici esegue due o più misurazioni annuali di emoglobina glicata. Sono stati censiti oltre 900 PDTA regionali, concentrati principalmente in oncologia, ma patologie come la psoriasi rimangono escluse.
L’Italia è fanalino di coda nella fiducia dei cittadini sulla capacità di autogestire la propria salute (24,3% vs 58,9% media OCSE). Il Fascicolo Sanitario Elettronico è utilizzato solo da un cittadino su quattro, con limitata disponibilità di servizi essenziali come la cartella clinica (solo 4 Regioni) e il Piano Assistenziale Individualizzato (solo Lombardia).
Sul fronte dei professionisti, i medici di medicina generale affrontano un carico assistenziale crescente, con oltre la metà che gestisce più di 1500 assistiti. Circa un terzo lavora in modo non organizzato formalmente. Gli infermieri di famiglia e comunità mostrano differenze territoriali nell’implementazione, con sette Regioni che hanno identificato il fabbisogno totale ma tempi di attuazione variabili. La farmacia dei servizi si espande, ma l’utilizzo da parte dei cittadini rimane limitato, specialmente per programmi di aderenza terapeutica (28,3%) e ricognizione farmacologica (26,6%).
Il pezzo rappresenta la sintesi di un articolo pubblicato da SaluteEquità al link “https://salutequita.it/cronicita-piu-risorse-con-il-pnrr-ma-i-risultati-lea-del-territorio-peggiorano-equity-group-cronicita-di-salutequita/”
Ultimo aggiornamento
14 Gennaio 2026, 09:05
Messina Medica 2.0