La sanità attenuata
Data:
29 Agosto 2019
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La sanità attenuata
«Il rimedio è peggiore del male – spiega il presidente FNOMCeO, Filippo Anelli – e avrà un duplice effetto negativo: quello di abbassare la qualità dell’assistenza ai cittadini e quello di precludere a questi giovani colleghi qualsiasi possibilità di carriera, impiegandoli a tempo indeterminato ma di fatto con una precarietà legata alle incertezze sull’inquadramento contrattuale e sulle modalità di copertura assicurativa. E questo in un momento in cui il Governo centrale ha aumentato i posti nelle specializzazioni».
La carenza di specialisti è un problema esistente già da tempo e va trovata una soluzione seria e strutturale.
«La proposta della Regione Veneto, così come è stata presentata, prevedendo un corso di pochi mesi ci pare invece volta, con il pretesto dell’emergenza, a mandare allo sbaraglio professionisti con minori competenze, che finirebbero per diventare una sorta di ‘manodopera professionale’ a buon mercato e senza possibilità di evoluzione- argomenta Anelli- Non possiamo permetterlo, non possiamo permettere un task shifting, un trasferimento di competenze tra medici più e meno formati, così come tra medici e infermieri, o tra infermieri e operatori socio-sanitari, che finirebbe per abbassare la qualità del sistema. Un sistema che, se sino ad oggi ha retto pur provato da pesanti definanziamenti, è stato grazie alle competenze dei Medici e degli altri operatori sanitari, ognuno per il proprio ruolo. Perché vogliamo privarlo proprio di quelle competenze, che ne sono linfa vitale?».
«L’emergenza- urgenza, la Medicina, la Geriatria, non sono le Cenerentola del Servizio Sanitario nazionale: sono anzi le discipline con cui il paziente viene a contatto nei momenti più critici della sua vita, e nelle quali le competenze, l’esperienza, la prontezza degli operatori possono fare la differenza» ha concluso il presidente FNOMCeO.
Ultimo aggiornamento
19 Agosto 2019, 18:00
Messina Medica 2.0