Noterelle riabilitative del padre del libraio: “Canali”
Data:
9 Novembre 2019
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di Filippo Cavallaro
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Mi viene da pensare alla sorridente Serafina che giorni fa superati gli esiti motori del più recente intervento chirurgico, ne annovera nella sua storia tanti e tra questi qualcuno demolitivo, si è trovata a doversi esercitare sugli esiti di uno che compromettendo la funzionalità della vescica la costringe all’autocateterismo per far defluire le urine e liberarsi dal rischio infezioni da ritenzione.
In parecchi, vedendola tornare a camminare con i suoi bastoni, fuori dal letto, capace di mettersi in piedi da sola spingendo sulle braccia e bloccando le ginocchia, hanno ritenuto completato il percorso riabilitativo.
La preoccupazione purtroppo era su quanto gli esiti delle patologie affrontate, sommandosi e sovrapponendosi, potessero limitare la libertà di movimento e l’autonomia nella vita quotidiana, l’invito era di comunicare sempre la percezione dei vincoli o dei limiti.
Serafina è consapevole di quanto sta vivendo il suo corpo piagato e piegato dalle malattie, ma intende viverlo e cerca soluzioni ed ausili che siano oltre che su misura anche gradevoli se non addirittura belli.
Il cateterismo ad intermittenza è però una necessità per evitare un catetere a permanenza, e dare a lei maggiore autonomia. Si accorge che da seduta non riesce a piegarsi in avanti senza l’appoggio di una mano e questo non permetterà da eseguire da sola, nella migliore condizione igienica e di privacy, il cateterismo.
È molto preoccupata. Dopo una camminata, in cui la invito a rispettare le sue ginocchia, intervallando dei riposi al cammino con gli arti inferiori in iperestensione che lei ha acquisito e strutturato negli ultimi anni. Mi parla del problema cateterismo e mi chiede un consiglio su come eseguirlo utilizzando una sola mano.
Come gli italiani con le conoscenze marittime per l’istmo di Suez faccio tesoro delle conoscenze nelle malattie neuromuscolari e la invito ad utilizzare la testa come appoggio, come una stampella. Proviamo poggiando la testa sul cuscino sistemato sul tavolo. Si accorge che così riesce ad arcuare la schiena ed a raggiungere una posizione ottimale di cosce e bacino. Le mani sono libere. Si può fare. Le urine saranno espulse!
Ultimo aggiornamento
6 Novembre 2019, 21:43
Messina Medica 2.0