Usa: primo intervento di “animazione sospesa”
Data:
7 Dicembre 2019
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La tecnica, chiamata Emergency preservation and resuscitation consiste nel sostituire il sangue del paziente, a cuore fermo, con una soluzione salina fredda per portare il corpo intorno ai 10 gradi di temperatura. Questo blocca praticamente l’attività cellulare, evitando quindi i danni ai tessuti derivanti dalla scarsa ossigenazione. A questo punto i medici hanno due ore per operare e al termine dell’intervento il corpo viene riscaldato reintroducendo il sangue.
Studi precedenti, ha sottolineato il ricercatore Samuel Tisherman, hanno dimostrato che sugli animali la tecnica permette di “guadagnare tempo” per interventi che altrimenti andrebbero compiuti in pochi minuti per evitare danni cerebrali. “Abbiamo pensato che fosse tempo di portarla ai nostri pazienti – ha aggiunto -. Ora che lo stiamo facendo stiamo imparando molte cose. Una volta provato che funziona potremo espandere la tecnica per aiutare a sopravvivere pazienti che altrimenti non ce la farebbero”.
Ultimo aggiornamento
29 Novembre 2019, 10:47
Messina Medica 2.0