Giovanna Spatari, dalla presidenza SIML a RaiUno per tutelare donne e salute sul lavoro
Data:
28 Maggio 2019
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di massimiliano cavaleri
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Prof.ssa Spatari, il giorno prima della Giornata internazionale della Donna (8 marzo) ha partecipato ad “UnoMattina”: da lì è cominciata una serie di ospitate in cui ha potuto affrontare temi importanti e attuali…
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Da sempre si è occupata di donne: tra l’altro è stata presidente del Comitato Pari Opportunità e vicepresidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Messina, oggi è delegata dal Rettore per le politiche di genere ed è referente regionale dell’Osservatorio nazionale della salute delle donne. Quali sono i prossimi impegni in questa direzione?
L’attenzione del nostro Ateneo ai temi di genere è da sempre molto alta. Ciò si deve soprattutto all’attività svolta dalla professoressa Maria Antonella Cocchiara, prematuramente scomparsa, figura di altissimo valore umano e professionale, che ci tengo a ricordare. L’attuale Rettore ha ritenuto che fosse necessario dare continuità al suo operato istituendo, per la prima volta, una delega alle politiche di genere e così alcune iniziative di particolare successo, come i seminari sulla violenza di genere, sono stati quest’anno riproposti e attualmente sono in corso di svolgimento, altre, relative a progetti nei confronti delle e dei dipendenti dell’Ateneo, sono in fase di progettazione. Con il CUG, ad esempio, stiamo lavorando per la realizzazione del piano di azioni positive di Ateneo per il prossimo triennio.
Nell’ambito della salute delle donne, invece, è stato avviato, in collaborazione con il direttore di Oncologia medica dell’AOU Policlinico G. Martino, prof. Giuseppe Altavilla, particolarmente sensibile ai progetti di umanizzazione delle cure, un servizio di estetica, all’interno del reparto, per le donne che, a causa delle terapie specifiche perdono capelli, ciglia e sopracciglia. Inoltre, assieme alla Direttrice Sanitaria dello stesso nosocomio dottoressa Paolina Reitano, sono in corso azioni finalizzate alla realizzazione di percorsi privilegiati per la salute delle donne e per la realizzazione di politiche di conciliazione.
A proposito di incarichi e iniziative, nel 2015 lei è stata segretario nazionale della SIML e dal 1° gennaio scorso è la prima presidente donna alla guida della società scientifica che riunisce circa il 40% dei medici specialisti in Medicina del lavoro in Italia. Una grande responsabilità…
E’ una della società scientifiche più antiche nel nostro Paese, istituita con un decreto regio. Sono stata eletta nel settembre 2018 per il quadriennio 2019-2022. Spero di proseguire il lavoro e le progettualità intraprese dai miei predecessori, creare nuove sinergie e mettere a frutto alcune idee e azioni che ritengo necessarie per valorizzare la nostra specializzazione e il nostro ruolo. Il prossimo congresso annuale della SIML, che si terrà a settembre a Trieste, rappresenterà un’occasione per discutere di aggiornamenti scientifici con esperti nazionali e confrontarsi su aspetti relativi alla professione.
Nel consiglio direttivo della società c’è anche un altro messinese, il dottor Giuseppe Saffioti, responsabile di una struttura organizzativa centrale della direzione sanità di Rete Ferroviaria Italiana.
Avete firmato di recente un protocollo d’intesa con Farmindustria, presieduta da Massimo Scaccabarozzi e in collaborazione con Assogenerici, presieduta da Enriqye Hausermann: l’obiettivo è garantire la salute di oltre 200mila persone e 66mila dipendenti delle imprese del farmaco e le loro famiglie, ma soprattutto della donna all’interno dei nuclei familiari. Di cosa si tratta nello specifico?
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Lei crede molto nei giovani…
Rappresentano la nostra arma più valida per combattere e vincere battaglie e guardare al futuro della professione. A loro è interamente dedicato un convegno biennale, istituito proprio a Messina nel 2008, successivamente divenuto di portata nazionale e intestato a un collega direttore della scuola di Messina, il professore Nuccio Abbate, prematuramente scomparso. La caratteristica dell’evento è che, oltre a mettere in rete competenze ed esperienze, gli specialisti in formazione della Medicina del Lavoro sono gli unici relatori, mentre noi specialisti svolgiamo il ruolo di moderatori e chairmen. Durante l’ultimo convegno delle scuole di specializzazione, tenutosi recentemente a Siracusa, è stato istituito un premio in medicina del lavoro, in collaborazione con la nostra società scientifica internazionale di riferimento (ICOH), che verrà assegnato ad uno specializzando relatore per farlo partecipare, senza oneri economici, al prossimo congresso mondiale del nostro settore, dunque una borsa di studio dedicata all’aggiornamento che ha un valore e un significato formativo. Mi auguro di poter istituzionalizzare anche il premio e poter organizzare ancora il convegno in Sicilia anche per l’edizione del 2020….
Ultimo aggiornamento
28 Maggio 2019, 15:55
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[…] Fonte: www.messinamedica.it […]
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