Con la crisi di governo resta in stallo il sistema di tracciabilità dei rifiuti

Data:
18 Agosto 2019

Con la crisi di governo resta in stallo il sistema di tracciabilità dei rifiuti

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Il compianto De Crescenzo, nel suo “Così parlò Bellavista” diceva che analizzando i rifiuti era possibile risalire al tipo di vita condotta da chi li produceva e capire se trattavasi di uomini di amore o di libertà.

Il Ministero dell’Ambiente italiano aveva istituito il sistema informatico SISTRI per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la loro tracciabilità. Questo, però non è mai decollato ed è stato abolito dal decreto semplificazioni (dl 135/2018, articolo 6) da gennaio 2019. Il nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti si chiamerà ARGO e dovrebbe essere gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Ma in atto, visto il ritardo di promulgazione della legge per l’istituzione del sistema ARGO prosegue l’esercizio provvisorio.

I soggetti coinvolti in tale processo sono:

• gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti,
• i produttori di rifiuti pericolosi,
• gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale,
• gli enti e le imprese che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi,
• i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti,
• i soggetti di cui all’articolo 189, comma 3, del TUA, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, e cioè tutti i soggetti sopra richiamati e i produttori di rifiuti non pericolosi che svolgono le attività artigianali, industriali e di trattamento delle acque con più di dieci dipendenti.

Anche questo rappresenta un’altra delle incognite lasciate in sospeso dall’attuale crisi di Governo.

Ultimo aggiornamento

18 Agosto 2019, 09:35