A dicembre chiudono 4 PTE nel messinese. A Santa Teresa petizione per il servizio h24, che però chiuderebbe nel giugno 2020

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Entro il 1° dicembre chiuderanno i PTE di Falcone, Messina Nord, Messina Sud e Scaletta Zanclea, seppur per quest’ultimo la chiusura pare sia rientrata.

Intanto dopo la recente morte di ex vigile urbano, che aveva trovato chiuso il PTE dopo le 20, a Santa Teresa è partita una battaglia per chiedere l’apertura h24 del Presidio territoriale di emergenza (al posto che 8-20, nonostante il decreto 8/2001 dell’Assessorato regionale della Sanità preveda l’apertura giorno e notte) e dove però anche nelle ore notturne tanti utenti continuano a bussare per chiedere aiuto. A promuoverla è stato il vicesindaco e assessore alla Salute Gianmarco Lombardo, che ieri ha avviato una raccolta firme da inviare alla Regione per far sentire la voce del territorio e garantire maggiore assistenza medica durante l’arco delle 24 ore, visto che oggi chi si rivolge al Pte di piazza Municipio dalle 20 alle 8 si vede rimbalzato alla guardia medica di S. Alessio o al pronto soccorso di Taormina, perché l’unico medico in servizio, quello del 118, non può prendere in carico utenti del Pte. “Credo sia una battaglia di tutti, senza colore politico, che valga la pena combattere – dice Lombardo – lo abbiamo già fatto due anni fa perché c’era il rischio venisse smantellato il Pte e l’abbiamo parzialmente vinta. Speriamo di vincere anche questa, più siamo a firmare e più la nostra voce conta. Noi ce la stiamo mettendo tutta, spero che anche i colleghi amministratori degli altri comuni vogliano aderire a questa iniziativa ma ne sono sicuro e sono convinto che la nostra voce verrà ascoltata, è il primo passo e se andrà bene avremo l’investitura per fare quello successivo”. I moduli per firmare la petizione sono disponibili in municipio, al Pte-118, al Palazzo della Cultura-Villa Crisafulli Ragno, in alcuni esercizi pubblici cittadini e sono stati distribuiti anche ai Comitati di quartiere così da raggiungere il maggior numero di cittadini.

Una battaglia che rischia però di rivelarsi vana perché come avevamo già anticipato a febbraio (LEGGI QUI) nel Documento di riorganizzazione del Sistema della rete emergenza-urgenza della Regione, contenuto nel decreto 11 gennaio 2019 dell’Assessorato regionale della Salute riguardante l’adeguamento della rete ospedaliera al Dm. 70/2015 che ha ottenuto il via libera dal Ministero della Salute, è prevista la chiusura dopo il 30 giugno 2020 di 15 Pte in Sicilia, tra cui anche quello di S. Teresa di Riva, classificati ad impatto medio ossia con accessi annui inferiori ai 6.000 passaggi ma con il primo ospedale a una distanza maggiore di 20 minuti. La Regione ne ha chiesto il mantenimento in deroga almeno fino a metà del prossimo anno fino al completo avvio dell’Azienda regionale per l’Emergenza Urgenza Sicilia. Senza Pte è previsto il mantenimento di una postazione 118 “avanzata” e la Regione ha evidenziato nel Documento come “nella maggior parte dei comuni dove si prevede la rifunzionalizzazione dei Pte è presente un presidio di continuità assistenziale”. A S. Teresa, però, non è così, in quanto il presidio di continuità assistenziale (ex guardia medica) si trova a Sant’Alessio: dunque sarebbe opportuno riportarlo a S. Teresa così da avere un medico almeno dalle 20 alle 8, il sabato dalle 14 a mezzanotte e la domenica h24.