Inasprimenti delle pene per i grandi evasori. Sanzioni per l’assenza di POS per i professionisti

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Dal primo luglio 2020 scattano le sanzioni per i professionisti che non daranno la possibilità di pagare le loro prestazioni con POS.  La sanzione prevista per chi non accetta i pagamenti digitali di “qualsiasi importo” (e non più solo quelli oltre i 30 euro) è confermata in 30 euro più il 4% del valore della transazione.
Sempre da luglio 2020 scatterà l’obbligo dell’abbassamento della soglia dei pagamenti da potere effettuare in contanti da 3 mila euro a 2 mila euro.
Inoltre l’inasprimento delle sanzioni in tema di fisco previsto dal pacchetto di misure inserite nell’ultima bozza del Decreto Fiscale interviene non solo sul carcere ma anche sulle soglie già innalzate dal governo Renzi. Il pacchetto entrerà in vigore “15 giorni dopo la conversione del decreto legge”. In buona sostanza arriva un inasprimento del carcere per i grandi evasori per alcuni reati superiori ai 100mila euro di imposta evasa, con un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano perseguibili penalmente.
In particolare per dichiarazione fraudolenta con fatture o altri documenti per operazioni inesistenti la pena passa va da 4 a 8 anni di carcere quando la somma evasa superi i 100mila euro. Se “gli elementi passivi fittizi” sono inferiori resta il carcere da un anno e sei mesi fino a 6 anni. Alla stessa maniera la pena viene inasprita anche per chi emette fatture o documenti per consentire ad altri l’evasione. La detenzione prevista aumenta anche per la frode “mediante altri artifici”, (minimo 3 massimo 8 anni) per la dichiarazione infedele (passa da 1 a 3 anni a un minimo di 2 a un massimo di 5 anni), dove anche la soglia dell’imposta evasa scende da 150 a 100mila euro, e l’ammontare sottratto all’imposizione fiscale che passa da tre a due milioni di euro.
Anche se la dichiarazione si discosta per meno del 10% da quella corretta, la dichiarazione infedele rimane nell’ambito del penale.

Inasprite le pene anche sull’omessa dichiarazione per cui si rischierà da 2 a 6 anni di carcere e per chi occulta o distrugge documenti contabili (si rischia da 3 a 7 anni).