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Noterelle riabilitative del padre del libraio: “Droidi”

Noterelle riabilitative del padre del libraio: “Droidi”

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di Filippo Cavallaro

Da diversi mesi per un motivo o per l’altro non chiudo questa noterella. È legata ad un incontro con l’autore che venne ospitato alla Dedalus. Graziano Delorda presentava il suo romanzo “Droide è la notte” pubblicato da Augh! Editore. Si tratta di una storia d’amore tra un umano ed una droide che vivono in una città del futuro multilivello.

DRana, la ragazza droide protagonista del romanzo, è una macchina perfetta, conformata come una miss, forte come un orso, veloce come un ghepardo, con un rivestimento che la rende morbida, liscia e delicata al tatto, costruita senza difetti. La manutenzione costante, puntuale e precisa la mantiene sempre efficiente.

Il droide, robot antropomorfo, è, così come è progettato, l’attuazione del desiderio dell’uomo di raggiungere l’eterna giovinezza.

DRana manifesta un desiderio differente. Non accetta la sua inalterabilità di macchina, di oggetto sempre uguale e sempre efficiente per i compiti progettuali. Lei cerca la caducità del sistema, l’imperfezione, … la vita.

Lo trova in una organizzazione che illegalmente le innesta delle cellule viventi. Il sistema perfetto viene alterato, diventa vivo.

Questa lettura mi ha fatto pensare alla piccola principessa droide che ho conosciuto al Nemo. Una neonata affetta da SMA, immobile in tutto tranne che nello sguardo. Una bimba a cui ho raccontato la sua storia di Principessa.

Una Principessa Droide.

Si perché le macchine che le danno assistenza respiratoria e nutrizionale hanno bisogno di lei, di una principessa, per poter funzionare. Le ho raccontato che le macchine cercavano una principessa e solo grazie a lei riuscivano a realizzare il loro proposito, si incarnavano. Nel raccontare le domandavo:

Sarai umana?

Sarai una macchina?

La risposta attesa, alla quale dava conferma con lo sguardo attento, cosciente del vantaggio vicendevole, l’ho data io ed è stata:

No! Sei una Principessa Droide.

La nonna, la mamma, il papà erano stupefatti della attenzione massima che la bimba dava al racconto, la fattiva complicità nei ruoli. Dopo averla salutata ho percepito una tensione particolare. Penso di aver sentito che anche le altre macchine dalle carrozzine alle NIV, dagli in-exsufflator alle pompe di infusione erano contente di far parte della corte della Principessa Droide.